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WRC 6
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Recensione - WRC 6

Quando sulla scena abbiamo un colosso come Dirt Rally, è difficile ritagliarsi un proprio spazio nel cuore degli appassionati della guida su fango e sterrato. I ragazzi di Bigben Interactive ci riprovano quest'anno con WRC 6: saranno riusciti a spodestare il re dal trono?

Il Gioco

Il dire che il campionato mondiale rally, meglio conosciuto come World Championship Rally (WRC), non ha mai giovato di controparti videoludiche all’altezza di produzioni quali quelle relative alla serie Dirt (ex Colin McRae) o anche, per chi lo ricorda, del buon Richards Burns Rally. Probabilmente i problemi dei titoli legati al WRC sono cominciati quando la produzione è passata di mano sfuggendo al controllo di Milestone e diventando un titolo molto più improntato all’arcade che non alla simulazione, aspetto che ha giovato in primis al sistema di controllo diventato più “aggredibile” anche per i neofiti del genere. WRC 5 è stato un discreto inizio della nuova vita della serie, ma da WRC 6 ci si aspettavamo grandi passi in avanti che, purtroppo, non sono stati compiuti, perlomeno non del tutto.

Partiamo dal fatto che WRC 6, sin dalle prime battute, si presenta come un aggiornamento del titolo della precedente stagione, elemento non del tutto negativo ma che sarebbe potuto diventare un valore aggiunto se sommato al miglioramento di ciò che non andava in WRC 5. Il punto focale del gioco è incentrato su due features fondamentali: da un lato la Stagione con tutte le prove ufficiali, le vetture ed i piloti reali del WRC e, dall’altro, la Carriera nella quale, partendo dalla Junior WRC, si cerca di arrivare tra i professionisti per cercare di vincere il titolo mondiale. Ci si aspettava qualcosa di più dalla seppur discretamente completa modalità Carriera, ma lo schema ricalca quello della scorsa edizione: si firma un contratto con una delle scuderie più deboli e si parte con una Citroen DS3 per poi crescere fino ad entrare in WRC 2 e, se tutto fila liscio, nell’olimpo dei grandi.

MP Video - WRC 6

Ciò che manca è la percezione del mondo reale intorno a noi, eccezion fatta per la visualizzazione delle altre vetture in gara oppure per l’annuncio di incidenti che coinvolgono vetture e piloti controllati dalla CPU. Quello che invece spicca, e rende WRC 6 competitivo, è la lunghezza dei tracciati presenti nel gioco: anche se non è presente la possibilità di riprodurre un rally intero, quest’aspetto non è mai stato riprodotto così bene in altri titoli del genere. Altra pecca è rappresentata dalla gestione delle penalità, a volte troppo punitive specie di fronte ad errori spesso veniali; ottima, invece l’eliminazione dell’opzione di riavvolgimento che poteva essere utilizzata fin troppo ed inficiare il realismo delle prove. Non mancano le opzioni multigiocatore con lo schermo condiviso in locale (una novità rispetto alla precedente edizione) e l’online con la possibilità di creare eventi e rally personalizzati oltre alle classiche classifiche su scala mondiale.

Veniamo ora all’aspetto grafico, partendo dalle vetture presenti nel gioco; le macchine presenti sono ben definite e dettagliate, abbastanza fedeli alle controparti reali. I danni sono riprodotti in maniera abbastanza fedele anche se alcuni degli effetti, in tal senso, appaiono poco definiti, quasi si trattasse di settaggi in bassa risoluzione. A far da contraltare ad un aspetto grafico tutto sommato degno di rispetto, va sottolineato come non ci siamo dal punto di vista dei numeri: non ci sono vetture classiche, né tantomeno le leggende anni ’90 che si ritrovano in altri titoli. Un altro aspetto negativo è quello relativo alla visuale interna all’abitacolo, davvero scarna e molto lontana dalla realtà. Rimanendo in ambito grafico, un punto a favore del titolo è dato dai tracciati di gioco che si presentano decisamente ben fatti. Sono lunghi, vari e riproducono fedelmente i paesaggi reali.

Nel gioco sono presenti tutte le 14 nazioni nelle quali si svolgono le prove del World Rally Championship con presenza di un gran numero di Super Special Stages; nota dolente la mancanze del Rally Cross. Purtroppo, dovendo fare il paragone con il titolo Codemasters, c’è da rilevare come, pur essendo gli stages molto lunghi e dettagliati, questi sono in numero decisamente inferiore rispetto al titolo della concorrenza.

A questo punto è d’obbligo analizzare il gameplay, vero nodo cruciale di tutti i giochi, ancora di più di quelli dedicati ai simulatori di guida. Un elemento negativo è quello rappresentato dall’effetto pioggia e dalla scarsa sensazione di difficoltà che si incontra una volta che ci si ritrova a finire in una pozza di acqua e fango: la macchina quasi non se ne accorge ed il danno che ne deriva, soprattutto in termini di rilievo cronometrico, è davvero irrisorio. Per quanto riguarda il modello di guida, questo risulta ancora una volta molto improntato all’arcade anche se tenta di sconfinare nel simulativo senza riuscirci più di tanto, rimanendo un ibrido tra due dei vecchi titoli che possono essere presi come pietra di paragone: lo storico Sega Rally e RallySport Challenge. Ciò che è reso molto bene è il peso delle diverse vetture e la guida in controsterzo con una resa dell’impiego del freno a mano (vedi le curve a 90°) davvero molto simile alla realtà.

Pessimo il doppiaggio italiano, che ci porta spesso a commettere errori fatali grazie alle “divagazioni” del nostro co-pilota che da, da un lato, ci segnala ostacoli inesistenti o di poco conto e dall’altro non ci avvisa tempestivamente sulle variazioni di tracciato.

Amore

Modalità Carriera

- Il punto di forza del gioco, lunga quanto basta e sostanzialmente fedele nello sviluppo. Si parte dalle competizioni Junior e si arriva al top del WRC in un percorso graduale ma abbastanza coerente con quanto accade nella realtà. Gli aspetti di contorno rendono bene l’idea e conferisce una buona longevità al titolo.


I percorsi di gara

- Ben disegnati, vari e lunghi. Nulla da eccepire sulle diverse location attraversate dal gioco, con aree ben caratterizzate e decisamente simili alle controparti reali. Si notano in maniera sostanziale i cambi di atmosfera e di terreno di guida, con tramonti ed albe resi davvero molto bene.

Il gameplay

- Sostanzialmente immutato rispetto all’edizione precedente ma, proprio per questo, alla portata di tutti. Può far storcere il naso ai puristi delle simulazione, ma WRC 6 non è nato per essere una simulazione quanto un arcade tendente alla simulazione, ponendosi per questo ad anni luce di distanza da un Dirt Rally.

Le licenze

- In un titolo automobilistico dedicato ad una competizione ufficiale non potevano mancare, e fanno davvero la loro bella figura per completezza e dovizia di particolari.

Odio

Poco innovativo

- WRC 6 si presenta quasi da subito troppo simile al suo predecessore, a partire dai menu di gioco e, se questo può andar bene dal punto di vista degli aspetti positivi già elencati, dall’altro lato evidenzia una scarsa evoluzione rispetto all'edizione di un anno fa.


Poche vetture su licenza

- Le vetture, anche se ben disegnate, sono poche ed è difficile far digerire al potenziale acquirente la mancanza di auto storiche quali, ad esempio, quelle anni ’90 presenti invece nei titoli della concorrenza. Un numero più cospicuo di vetture e piloti virtuali sarebbe stato sicuramente più gradito.

Comparto audio

- L’audio dei motori è passabile, ma tutto il resto proprio non va, a partire dalla resa dell’impatto delle vetture sui diversi tipi di asfalto. Si tratta, evidentemente, di un'area alla quale gli sviluppatori hanno dedicato davvero molto poco tempo ed i risultati, ahimè, si vedono.

Tiriamo le somme

La presenza di una modalità Carriera sostanzialmente solida, la presenza di percorsi ben disegnati ed il modello di guida facilmente approcciabile e padroneggiabile rendono il titolo non proprio un “must have” ma, in definitiva, un buon complemento ad altri titoli più profondi e simulativi. WRC 6 non brilla per originalità e non può contrastare la varietà di contenuti della concorrenza, ma regala delle ore di sano divertimento più improntato all’arcade che non alla simulazione.
7.0

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L'autore

Da sempre grande amante di tutti gli sport, ha trasferito questa passione nel mondo dei videogiochi non disdegnando però anche gli altri generi. Ama il nostro calcio quanto sport come il football e l'hockey, ma è sempre pronto a blastare qualche alieno quando ce n'è il bisogno!

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