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Furi

Recensione - Furi

Amate gli action games hack'n'slash, gli sparatutto in stile bullet hell e gli scontri con boss? I francesi The Game Bakers arrivano allora col titolo che fa per voi, Furi, che unisce tutti questi elementi in un'unico amalgama di gioco. Scopriamone le caratteristiche.

Il Gioco

Fin dai primi secondi con Furi, lo stile visivo unico del gioco di The Games Bakers emerge prepotente: chiaramente ispirato a manga ed anime giapponesi, nonché a titoli come El Shaddai il titolo ci propone un protagonista muscoloso, potente e con lunghi capelli bianchi, il tipico eroe tormentato di molte storie. Troviamo il misterioso individuo in una prigione ultratecnologica nella quale subisce giornalmente numerose torture. Non sappiamo chi l'abbia imprigionato né perché, ma un giorno arriva la svolta: un bizzarro personaggio con la testa di coniglio lo aiuta a liberarsi, ed a questo punto è tempo di vendetta. A partire dal torturatore che lo ha massacrato fino a pochi minuti prima, il protagonista dovrà affrontare un lungo percorso attraverso numerosi cattivi spietati da battere, fino ad arrivare a conoscere chi è stato a fargli tutto questo.

La narrativa del gioco è abbastanza astratta e minimale, e lo stesso vale per lo stile artistico ispirato ai fumetti, pieno di colori vibranti, costruzioni surreali e personaggi a dir poco folli. La trama ha però un'importanza relativa in Furi, perché la chiave di tutto sono i combattimenti contro i boss, e mentre in altri giochi questi costituiscono solo il punto d'arrivo di livelli lunghi e popolati, in Furi rappresentano invece il cuore dell'esperienza, separati l'uno dall'altro unicamente da camminate di pochi minuti, con diversi dialoghi e dominate da affascinanti paesaggi. Nessuna ondata di nemici più deboli da battere, né tantomeno segreti particolari da scoprire: in Furi si combatte contro i boss e poco altro.

MP Video - Furi

Il gameplay dei combattimenti di Furi si suddivide essenzialmente in due parti in costante alternanza: combattimenti corpo a corpo e "sparatorie" dalla distanza, alternabili liberamente dal giocatore anche se le varie situazioni di gioco e gli attacchi dei boss inevitabilmente forzano la mano nel scegliere quale soluzione sia più adatta nei vari momenti. I combattimenti corpo a corpo prevedono combo spietate con l'utilizzo di soli due tasti, nonché la necessità di usare parate e schivate con il giusto tempismo per evitare di subire troppi danni. Con una una struttura abbastanza simile ai titoli souls-like, bisogna schivare o parare i numerosi attacchi dei boss, e attendere gli istanti giusti per contrattaccare. Non bisogna però essere ingordi, perché i momenti i momenti di apertura dei nemici all'attacco tendono ad essere corti, e la vita a disposizione è poca.

I combattimenti sulla distanza sono invece ispirati agli shoot 'em up più estremi come i bullet hell shooter: in queste fasi i boss ci sparano una gran quantità di proiettili o dei giganteschi laser, ed in questo caso possiamo fare ben poco se non schivare a grande velocità. Il protagonista è fortunatamente molto veloce, ed è dotato anche di una pratica schivata rapidissima che consente al giocatore di passare anche attraverso i proiettili talvolta. Quando questo non basta conviene usare invece le parate, che se usate col tempismo giusto possono offrire nuove opportunità di contrattacco. Il tutto solitamente si svolge in arene abbastanza grandi, vuote o con qualche ostacolo, con una visuale in terza persona che si avvicina nelle fasi in corpo a corpo e si allontana in quelle più shooter.

Altra particolarità di Furi è l'assenza totale degli elementi di personalizzazione o crescita del protagonista. Nel primo boss che funge anche da tutorial si vanno ad imparare tutte le mosse disponibili, ed è finita lì: fino all'ultimissimo boss non ci sono abilità ulteriori da sbloccare o statistiche da potenziare; bisogna solo diventare sempre più abili con le poche ma precise meccaniche di gioco, per poter contrastare ogni boss. E di abilità ce ne vuole tanta, perché la difficoltà è alta e le battaglie lunghe: mentre il giocatore ha solo 3 vite, terminate le quali deve ricominciare dall'inizio della battaglia, i boss hanno numerose trasformazioni ognuna delle quali propone mosse o pattern di proiettili diversi dalle precedenti.

Di boss in boss, il gioco vi terrà occupati per circa 4-5 ore, dopo le quali si sblocca la difficoltà "Furiosa", ancora più difficile di quella normale, oltre alla possibilità di provare speedrun e cimentarsi in obiettivi tosti come l'uccisione di certi boss senza mai subire danni (buona fortuna!).Capitolo localizzazione: il titolo è tradotto in italiano per quel che riguarda testi e sottotitoli, mentre il parlato è selezionabile tra inglese e giapponese, idioma che ben si lega allo stile visivo del gioco.

Amore

Brutale!

- Forse i paragoni con Dark Souls che si leggono in giro su questo titolo sono un po' fuori luogo, dato che più che fare combattimenti lenti e ragionati si va a mille cercando di sferrare colpi mentre schiviamo o pariamo i contrattacchi velocissimi dei nemici. Di certo però come difficoltà non siamo lontani, e le battaglie sono inoltre piuttosto lunghe passando per le varie trasformazioni dei boss, ognuna delle quali va studiata al meglio per capire quale sia la strategia migliore da adottare. Se vi piacciono i titoli impegnativi, ai limiti della brutalità, Furi vi soddisferà appieno da questo punto di vista.

I rari momenti di tranquillità

- Sembrerà un controsenso lodare i momenti di calma in un gioco frenetico e impegnativo, eppure gli intermezzi tra un boss e l'altro ci propongono alcuni dei momenti più affascinanti dell'intero gioco. In queste fasi portiamo il protagonista attraverso aree dal look astratto e artisticamente molto curato, semplicemente camminando e ammirando il paesaggio. Quindi cosa c'è di particolare in tutto ciò? La qualità audiovisiva di queste scene, che si dipanano tra paesaggi straordinari, inquadrature perfette e con una colonna sonora impressionante. E'persino possibile impostare la camminata automatica così da goderci solo lo spettacolo. Sembra davvero surreale l'inserimento di queste parti in un gioco del genere, eppure funzionano alla grande.

Odio

L'inevitabile trial & error

- Se alcune fasi di combattimento richiedono semplicemente di schivare colpi ben visibili o di combattere con i riflessi pronti, altre volte ci vuole anche un po' di fortuna e pazienza, visto che non sempre è chiarissimo cosa fare. Questo non sarebbe grave se non fosse che le vite sono limitate, e finendole si riparte dall'inizio del boss, quindi capita di dover morire diverse volte, e dover ricominciare dall'inizio, per capire quali meccanismi avessero in mente i programmatori del gioco.

Poche ore e via

- Il problema più grave di Furi però resta la durata, che si assesta su 4-5 ore circa. Una volto finito c'è la difficoltà Furiosa, ma è un'impresa per i giocatori più dedicati, esperti e pazienti, e comunque si tratta di rigiocare quanto già visto. A 19,99 Euro e senza modalità aggiuntive che possano prolungarne la longevità, non è il massimo poterlo completare in un pomeriggio.

Tiriamo le somme

Furi è un gioco d'azione artisticamente affascinante, caratterizzato da un ottimo sistema di combattimento che, mantenendo le meccaniche semplici, punta tutto sull'alto livello di sfida e sulla varietà dei nemici. Unici nei sono alcune parti un po' troppo trial & error ed una durata tutto sommato bassa per il costo a cui è proposto, ma si tratta comunque di un titolo d'indubbio interesse per gli amanti dell'azione frenetica e delle sfide impegnative.
7.8

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

c

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