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The Walking Dead: A New Frontier
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Recensione - The Walking Dead: A New Frontier

A poche settimane di distanza dall’ultimo episodio della serie videoludica con protagonista l’Uomo Pipistrello, i ragazzi di Telltale Games ci deliziano con un’ennesima avventura grafica su licenza, ma stavolta per celebrare il lancio sul mercato della terza stagione di The Walking Dead si sono addirittura superati rilasciando ben due episodi contemporaneamente. State morendo dalla voglia di scoprire che fine hanno fatto Clementine e la sua gente? Allora leggete la nostra recensione di The Walking Dead A New Frontier - Episodes 1 e 2.
Proprio come una mandria di zombi in marcia verso un banchetto umano, i ragazzi del team Telltale Games sono inarrestabili e neppure le festività natalizie riescono a fermare il fiume in piena di annunci o rilasci dei loro titoli su licenza televisiva o fumettistica. Questo dicembre, seppure con un ritardo di due mesi rispetto al lancio prestabilito, è stato il turno di The Walking Dead, cavallo di battaglia delle scuderie Telltale, che si avvia al terzo giro di pista con la nuova stagione intitolata A New Frontier.

Dopo le vicissitudini della seconda stagione, culminate in un finale in cui nei panni di Clementine eravamo chiamati a decidere quale alleanza stringere e la nostra futura meta da raggiungere, la prima domanda che ci fa sorgere The Walking Dead: A New Frontier è: da quale punto riprenderemo il cammino con Clementine? La risposta potrebbe non piacervi. Infatti, in base alla politica di casa Telltale, in cui vige lo sviluppo su molteplici piattaforme, si evince che i progressi di gioco fatti da stagione a stagione non sono vincolati ai file di salvataggio presenti sulle vostre console. In parole povere, anche se avete completato entrambe le precedenti stagioni di The Walking Dead, vi sarà comunque chiesto di ricostruire l’intero albero di scelte fatte in passato attraverso un apposito questionario prima di giocare, o di cominciare una partita da zero con scelte preimpostate, nel caso in cui siate un neofita della saga.

Una volta ultimati i preparativi, potremo finalmente cominciare la nuova avventura di A New Frontier che - udite, udite - non ci fa impersonare Clementine ma un nuovo personaggio, ambientando le prime battute di gioco prima dell’olocausto zombi. Facciamo così conoscenza della famiglia messicana Garcia composta da Javier ed il fratello maggiore David, con moglie e figli al seguito. Ma la rimpatriata dei Garcia non è un lieto evento, infatti i due figli si ritrovano dopo un anno di separazione per l’imminente dipartita del padre, disteso sul suo letto di morte. Il bentornato di Javi da parte di suo fratello David non è certo dei migliori, visto che i due cominciano a insultarsi e darsele di santa ragione. David in confronto al suo scapestrato fratello è un integerrimo ex marine, con manie di controllo e dallo sganassone facile, che non riesce a perdonare a Javier la sparizione dalla casa genitoriale per così tanto tempo. I due fratelli Garcia non hanno neppure il tempo di fare la pace, che il mondo crolla sotto ai loro piedi con la morte del capofamiglia e… relativa resurrezione, ovviamente come non-morto.

MP Video - The Walking Dead: A New Frontier

The Walking Dead: A New Frontier ci porta così al desolato presente che ormai tutti conosciamo bene in cui, nei panni di Javi, viaggiamo senza meta sul furgone di famiglia accompagnati dai nipoti Gabriel e Mariana e da Kate, la moglie di David. Dei restanti membri della famiglia non c’è traccia, probabilmente persi o lasciati indietro. Da quanto s’intuisce dalle conversazioni tra Javi e Kate, il furgone è divenuto la loro casa e rimanere sulla strada è l’unica salvezza dai non-morti che infestano ogni dove. Tra i malumori adolescenziali dei due nipoti e le frecciatine maliziose della cognata, il viaggio dei Garcia si appresta a quella che dovrebbe essere una breve sosta, ma che invece si trasformerà in un incubo. Una volta arrivati nei pressi di una vecchia autorimessa, per i ragazzi comincerà la solita ricerca di provviste e carburante da succhiare via dai serbatoi dei relitti di automobili abbandonate. Ovviamente non mancheranno gli incontri con gli zombi, che ci farà testare il collaudatissimo sistema di quick time events, che ha reso celebre la formula di gameplay made in Telltale Games.

Proprio come nella serie Batman, i quick time events proposti da The Walking Dead: A New Frontier, che ci permetteranno di avere la meglio sui non morti con attacchi all’arma bianca, schivate e sparatorie, i tasti da premere ci verranno illustrati su schermo come fossero parte integrante del comparto artistico del gioco, che sfoggerà una rinnovata fluidità rispetto alle precedenti produzioni Telltale. Possiamo quasi dire che il team di sviluppo abbia fatto notevoli passi avanti nell’ottimizzazione di questo titolo, che si rivela senza dubbio quello più tecnologicamente avanzato mai prodotto.

Inutile dire che la situazione già precaria dei Garcia è destinata a precipitare e, proprio quando penseremo di aver fatto tombola scovando nei meandri dell’autorimessa un buon rifugio e una discreta quantità di provviste, faremo conoscenza di un gruppo di mercenari armati e tatuati, che si definiscono La Nuova Frontera, che metteranno fuori gioco il nostro protagonista Javi e lo scorteranno verso il loro quartier generale. Il viaggio di Javi e il suo aguzzino terminerà con un incidente di percorso che ci farà finalmente incontrare Clementine. Cresciuta, più cinica e spietata di come l’avevamo lasciata al termine della precedente stagione, Clem ha abbandonato le fattezze da bambina ed è divenuta ormai una giovane donna, armata e pericolosa che sa il fatto suo. Nonostante le suppliche di Javi di riportarlo all’autorimessa per liberare la sua famiglia, Clem non fa una piega e offre il suo aiuto al poveraccio solo con la promessa di una ricompensa: il furgone dei Garcia.

Il viaggio di Javi e Clem prevede però una sosta a Prescott, uno dei pochissimi agglomerati urbani fortificati e dotati di acqua corrente e luce elettrica, sorti dopo l’olocausto zombi, dove faremo conoscenza di quelli che diventeranno i nostri nuovi compagni di sventura. Il ritorno all’autorimessa per Javi purtroppo finirà nel sangue, con la morte di una persona amata e il ferimento di Kate, che lo costringerà a una rappresaglia verso il gruppo A New Frontier, che nel frattempo espugnerà Prescott, annientandone gran parte della comunità.

Nel secondo episodio della serie, con i pochi sopravvissuti all’assalto dei mercenari, ci troviamo in marcia verso l’agglomerato di New Rickmond, dove poter trovare rifugio e cure mediche. Durante il viaggio facciamo anche la conoscenza di uno dei più apprezzati personaggi visti sia nel fumetto che nella serie TV di The Walking Dead, Jesus, che ci offre il suo aiuto e la sua esperienza di ramingo per uscire dalle situazioni più delicate. In questo capitolo tornano anche i blandi enigmi ambientali che saremo chiamati a risolvere per rimuovere ostacoli che ci bloccano il percorso, interagendo con i pochi elementi interattivi dello scenario. Facciamo anche alcune interessanti scoperte sulla giovane Clementine, concatenando attraverso dei flashback in cui possiamo impersonarla, gli avvenimenti della sua vita accaduti al termine della seconda stagione della saga: vengono così alla luce anche i suoi rapporti con il gruppo A New Frontier.

Come tradizione Telltale impone, il colpo di scena finale del secondo episodio è molto intenso e vi lascerà di sasso grazie alle prodezze narrative del team di sviluppo, che spesso sfiorano quasi la prestidigitazione di eventi e personaggi, che tornano all’improvviso cambiando le carte in tavola, costringendo il giocatore a riconsiderare pesantemente il proprio punto di vista sulla trama.

Amore

Un nuovo punto di vista

- Per quanto, sulle prime battute di gioco, la scelta di proporre un nuovo personaggio si riveli un po’ audace, ben presto Javier Garcia dimostra di essere un protagonista interessante e determinato. Inoltre ci offre una chiave di lettura differente rispetto a quelle già viste nella saga di The Walking Dead, aprendo nuovi scenari narrativi e costringendo a prendere decisioni difficili di fronte ai ben noti bivi morali proposti dal gioco.

Comparto tecnico e Gameplay

- Senza dubbio The Walking Dead: A New Frontier è tecnicamente il miglior prodotto realizzato finora da Telltale Games. Se prima con la serie Batman, il team di sviluppo ha potuto saggiare le potenzialità del nuovo motore grafico proprietario, con quest’ultima serie ha praticamente ottimizzato quasi tutte le sue risorse, confezionando (finalmente) un prodotto scevro di macroscopici difetti relativi alla scarsa fluidità, animazioni legnose e fuori sync di labiale. A fronte dei miglioramenti dal punto di vista tecnico, The Walking Dead: A New Frontier offre anche un gameplay solido, fluido e privo di sbavature durante le fasi quick time events, queste ultime piacevolmente integrate nel comparto artistico del gioco.

Odio

Evoluzione sì, rivoluzione no

- Neanche a dirlo, The Walking Dead: A New Frontier non propone nulla più di quanto non abbiamo già visto fin dagli albori delle produzioni Telltale. Forse, a fronte di un miglioramento tecnico, era lecito aspettarsi anche delle variazioni in quanto a dinamiche di gameplay, ma sappiate che il collaudato impianto di dialoghi a scelta multipla, dei quick time events e della navigazione degli elementi dello scenario al fine di risolvere i pochi enigmi ambientali non cambia di una virgola neppure in questa nuova serie, migliorando tuttavia in quanto a fluidità e risposta ai comandi. Telltale ha fatto da pioniera in questo genere, ma da allora diverse produzioni - Life is Strange in primis - hanno mostrato come sia possibile evolvere in meglio il genere delle avventure narrative: speriamo che, dopo aver rifinito l'engine, il team californiano si dedichi ora a rinnovare il gameplay dei suoi titoli.

Tiriamo le somme

I primi due episodi di The Walking Dead: A New Frontier propongono tante certezze quante perplessità. Infatti, se sul fronte del gameplay non innovano nulla, anzi, copiano e incollano pedissequamente le stesse meccaniche viste nel passato della saga, fatte di quick time events, enigmi ambientali, bivi morali e dialoghi a scelta multipla, sul fronte narrativo propone un punto di vista inedito rispetto alle prime due stagioni, introducendo un protagonista e personaggi interessanti nuovi di zecca che sapranno farsi apprezzare non poco. A infiocchettare il tutto ci pensa il comparto tecnico, il migliore mai sfoggiato finora da una produzione Telltale, privo dei vistosi difetti dei giochi passati dovuti ai cali di framerate, animazioni legnose e fuori sync di labiale, complice sicuramente il buon lavoro di ottimizzazione del motore grafico già visto all’opera sulla serie Batman. Ora, cara Telltale, ci sarebbe solo bisogno dei sottotitoli in italiano e poi saremmo davvero a posto.
8.5

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L'autore

Classe '79, sound designer di professione. La sua incrollabile passione per i videogiochi nasce solo all'inizio degli anni '90 e viene presto affiancata da quella per il doppiaggio. Col passare del tempo la sua carriera di videogiocatore onnivoro si focalizza sulla scena PC, ma poi assume sembianze più mature con l'avvento di PlayStation e di tutte le successive console che prenderanno lentamente possesso di casa sua.

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