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Shadow Warrior 2

Recensione - Shadow Warrior 2

Dopo l'ottima accoglienza avuta dal primo titolo qualche anno fa, i ragazzi di Flying Wild Hog ci propongono ora Shadow Warrior 2, reimmergendoci in un mondo adrenalinico, violento e ricco d'ironia. Scopriamolo insieme!

Il Gioco

Se avete giocato al reboot di Shadow Warrior uscito un paio d'anni fa, probabilmente la trama e le imprese epocali di Lo Wang contro la yakuza non è uno degli elementi che ricordate con maggior chiarezza, perché si trattava di fatto di uno sparatutto tutto sparatorie e combattimenti in corpo a corpo, ad alto tasso di adrenalina e che buttava via ogni pretesa di trama e serietà. Il seguito quindi non poteva che continuare sulla stessa strada: stavolta l'arrogante quanto abile guerriero Lo Wang dovrà vedersela con un nuovo nemico, condividendo peraltro il corpo con la figlia di una boss della yakuza. Insomma, le premesse per un sequel folle ci sono tutte.

Shadow Warrior 2 offre una trama nuova, sempre molto minimale ma che non richiede troppa conoscenza del primo capitolo, quindi potete saltare tranquillamente in questo episodio senza perdervi molto. Se non conoscete la saga, sappiate che il mondo di gioco è di stampo asiatico e futuristico, con aree urbane che sembrano prese da film di fantascienza affiancate da classiche aree rurali di stampo giapponese. La yakuza è ancora presente, ma stavolta non sono nostri nemici ma alleati contro un nuovo nemico, un misterioso dottore che ha fatto esperimenti paranormali sulla figlia della boss. Un pretesto come un altro per eliminare qualche altro migliaio di nemici.

Il nuovo gioco di Flying Wild Hog è molto simile come struttura ad FPS vecchio stampo come Doom e Serious Sam: velocità elevatissima, tante armi, nemici dappertutto. Non ci sono coperture, la fuga non è contemplata, lo stealth è raramente praticabile: si va sempre con le armi spianate stile Rambo. E che armi: katane con cui fare acrobazie folli, mitra, fucili a pompa, pistole elettriche, lanciarazzi, la temibile motosega... e non solo, è possibile anche usare la barra del Chi per usare poteri speciali come dei colpi corpo a corpo capaci di spedire i nemici lontano o una magia per recuperare la vita.

MP Video - Shadow Warrior 2

Ogni arma è poi abbondantemente personalizzabile. Ogni strumento di morte è dotato di tre slot nei quali mettere le gemme che troviamo in giro per il mondo di gioco (o che compriamo nei negozi grazie ai soldi guadagnati nelle missioni). Queste gemme possono modificare radicalmente il funzionamento dell'arma, cambiandone la velocità di fuoco, la precisione, aggiungendo danni elementali, rallentando i nemici e così via. I nemici stessi hanno danni e resistenze elementali, pertanto conviene potenziare le armi con logica e strategia, cercando di avere almeno uno strumento di morte molto efficace per ciascun elemento presente, onde evitare di dover per esempio usare armi con danni da fuoco contro nemici che sono resistenti agli stessi, ricevendo così pochissimi danni.

La struttura dei livelli è a sua volta molto aperta: ogni area presenta numerose strade nonché collezionabili e tesori da scovare, alcuni a dir poco bizzarri come dei biscotti della fortuna cinesi con improbabili citazioni al loro interno. L'esplorazione è così ben ricompensata, perché si trovano soldi o oggetti che possono essere venduti per denaro, per poi comprare nell'hub di gioco potenziamenti davvero notevoli. Se non avete buono spirito di osservazione, non temete: praticamente ogni elemento viene indicato sulla minimappa del gioco, anche se questa opzione è disattivabile per chi vuole cercare le cose manualmente. Nell'hub conosceremo numerosi personaggi con cui potremo interagire in dialoghi esilaranti, ma soprattutto ottenere da loro missioni primarie e secondarie di ogni genere che prevedono ricerca di materiali, uccisioni di bizzarri nemici (come una folle missione opzionale dove uccidere conigli apparentemente innocui che nascondono dentro di loro dei demoni), la ricerca di qualche persona... insomma, l'ABC delle missioni secondarie, solo con qualche centinaio di litri di sangue in più.

A livello estetico, per quanto la produzione di Flying Wild Hog non abbia certo il budget o le possibilità di certi colossi dei videogames, Shadow Warrior 2 si difende decisamente bene grazie ad un motore grafico abbastanza efficace, ambienti originali e dettagliati, violenza curata con addirittura la possibilità di smembrare i nemici "in tempo reale": capiterà infatti di tagliare pezzi di corpo ad avversari ancora vivi, dovendo poi finirli quando già sono tagliuzzati. Nulla di meglio che prendere in mano la spada e usare il sistema di movimenti velocissimi del titolo (con tanto di doppi salti e schivate a mezz'aria) per muoversi rapidamente tra i nemici e tagliuzzarli, tirando fuori le armi da fuoco ogni tanto per bucherellarli quanto basta.

Per chi vuole solo arrivare in fondo alla trama demenziale di Shadow Warrior 2, bastano una decina di ore ma sarebbe un peccato puntare al minimo indispensabile. In primis è possibile giocare ogni missione in cooperativa online fino a 4 giocatori, rendendo il gioco ancora più folle e frenetico. Ci sono poi numerosi segreti da scovare, tantissime missioni secondarie da affrontare, un personaggio da potenziare praticamente all'infinito nonché una difficoltà aumentabile fino a livelli esagerati per aumentare il livello di sfida. I contenuti non mancano insomma, peccato invece per l'assenza totale della lingua italiana: ogni dialogo, ogni scritta nei menu, ogni battuta idiota di Lo Wang è totalmente in inglese, e per ridere delle idiozie che dicono i personaggi è richiesta una buona comprensione della lingua.

Amore

I meravigliosi anni '90

- Anche i ragazzi di Flying Wild Hog sembrano aver capito un punto fondamentale degli sparatutto in soggettiva: come li facevano negli anni '90 era il top. Shadow Warrior 2 mantiene i livelli abbastanza aperti, il gameplay frenetico, la trama volutamente idiota e minimale, la gran quantità di armi a disposizione (tutte personalizzabili, tra l'altro), movimenti acrobatici e velocissimi per attraversare i livelli in un attimo e per poter aggirare i nemici... queste cose fanno parte dell'essenza degli FPS di due decenni fa, e come il capitolo precedente, anche questo riesce a trasporre al meglio questo feeling, riproponendolo però con le dovute migliorie del caso come una grafica moderna, l'ironsight e così via. Un mix letale.

Brutalità assoluta

- Con le vostre spade, la motosega, ma anche con le armi da fuoco è possibile smembrare letteralmente i nemici, che poi con la fisica ragdoll voleranno via in caso di esplosioni o di colpi potenti. Nulla di strano direte, quanti giochi fanno questo? Ma Shadow Warrior 2 va oltre, perché i danni avvengono in maniera realistica e credibile, esattamente nei punti in cui si colpisce il nemico. Non solo: è possibile tagliare via pezzi a nemici ancora vivi, combattendo così contro avversari storpi messi a dura prova dai combattimenti. Decisamente memorabile sparare per esempio a un ragno gigante a cui abbiamo tagliato via la parte superiore.

Componente gioco di ruolo

- Combattendo le orde di mostri si guadagnano punti esperienza, utili per salire di livello e migliorare così le proprie statistiche ed abilità. Ma non solo: c'è un profondo sistema di loot per modificare completamente le numerose armi a nostra disposizione: raddoppiare la potenza a discapito della precisione, aggiungere danni elementali, abbassare i tempi di ricarica o attivare il "risucchio" della vita dai nemici… dipende solo dal vostro stile di gioco. Ma gli artefatti utilizzabili anche per migliorare le nostre statistiche base, potendo creare così un'infinità di combinazioni e stili di gioco differenti. E non finisce qui: troviamo quest primarie e secondarie, missioni opzionali e molto altro. Insomma la componente gioco di ruolo in Shadow Warrior 2 risulta parecchio azzeccata.

Battute talmente brutte che diventano belle

- Lo Wang ha tante cose in comune con il buon vecchio Duke Nukem: di sicuro le cose più appariscenti sono l'incredibile sfacciataggine e l'umorismo squallido. Queste due cose insieme creano una combo micidiale dove niente e nessuno è sacro e nulla è immune a battutacce sul sesso, sul colore della pelle, sul paese di origine, sui gusti. Diciamocelo, Lo Wang è un po' un bullo, ma alcune delle sue battute offensive fanno davvero ridere per quanto sono ridicole. E tutto ciò avviene anche durante i combattimenti, con commentini cattivi e spassosi dopo aver ridotto in polpette i nemici.

In cooperativa, ma anche un po' come vi pare

- Se c'è una cosa che Shadow Warrior 2 offre in quantità, sono le opzioni. Non parlo solo di come modificare le armi o il proprio personaggio: ci sono anche tanti modi differenti di giocare. I vari livelli di difficoltà cambiano radicalmente l'esperienza di gioco non solo nella salute di giocatore e nemici ma anche nel loot trovato e nell'esperienza guadagnata, ed oltre a questo è possibile giocare tutto anche in cooperativa online fino a 4 giocatori, rendendo le già caotiche sparatorie semplicemente folli. Provare per credere!

Odio

Esperienza di gioco poco fluida

- Uno sparatutto adrenalinico e frenetico funziona bene a una condizione: che il gioco riesca a reggere ai ritmi esasperati dell'azione. Purtroppo non è proprio così: il frame-rate è alquanto ballerino, con qualche breve freeze ai checkpoint, caricamenti lunghi e così via. Lo stesso vale anche per la giocabilità in sé: il gameplay estremamente veloce e dinamico si unisce a dei comandi non sempre precisissimi, con collisioni che a volte lasciano il tempo che trovano. Un po' di cura ulteriore per il lato tecnico non avrebbe guastato: peccato, perché come grafica Shadow Warrior 2 è di tutto rispetto.

Sparagli 200 proiettili e via

- Svolazzare spada in mano e sparare all'impazzata ai nemici che vanno giù dopo qualche colpo ben piazzato è l'essenza di Shadow Warrior 2. Il problema è che queste situazioni caratterizzano soprattutto le prime missioni a difficoltà basse, dopo però invece di diventare un gioco di precisione e di abilità, diventa una questione di pazienza. I nemici iniziano a diventare delle vere spugne di proiettili, con una barra della vita fin troppo lunga e anche potenziando le armi possono volerci 30-40 secondi di spari per farli fuori. E quando il nemico non è da solo ma porta con sé altri 3-4 compari, può crearsi una situazione di "toccata e fuga", dove conviene attaccare finché non si viene circondati e poi scappare. Insomma, via la tattica, via l'adrenalina: solo la pazienza viene messa a dura prova. La parte più divertente dei giochi di ruolo non è certo combattere per mezz'ora contro nemici con vita praticamente infinita, ed è la cosa che i ragazzi di Flying Wild Hog non avrebbero assolutamente dovuto copiare.

A tratti un po' dispersivo

- In Shadow Warrior 2 i livelli sono abbastanza aperti, ma più che fornire tante strade opzionali presentano delle enormi distese con collezionabili, proiettili, totem e altro sparsi quasi casualmente. I collezionisti passeranno il triplo del tempo a "cacciare" oggetti che a sparare, con la mappa che mostra praticamente tutto ciò che c'è di "segreto" in giro. Più che premiare i giocatori attenti, questo gioco rischia di diventare l'incubo di chi non riesce a non lasciare i collezionabili in giro, perché vengono tutti sbattuti in faccia invece di essere nascosti in maniera organica. E quando sulla mappa ci sono 200 cose da fare, è un attimo perdere di vista gli obiettivi.

Dannato inglese

- Tutta l'ironia del gioco già decantata si perde purtroppo se non conoscete l'inglese, visto che è assente qualsiasi tipo di localizzazione. Scordatevi anche solo i sottotitoli: se volete sbudellarvi di risate mentre sbudellate orde di nemici, dovrete per forza di cose sapere benino l'inglese. Peccato.

Tiriamo le somme

Shadow Warrior 2 riesce ad essere più grande, divertente, profondo e folle dell'originale, proponendoci lo stesso gameplay spaccone ampliato non solo da un dinamismo maggiore ma anche da una maggior varietà di situazioni, complice la struttura simil-open world e una pesante componente gioco di ruolo. L'umorismo rimane ridicolo come sempre, mentre purtroppo rimangono anche alcuni limiti tecnici e di design, tra cui un frame-rate ballerino e una gestione abbastanza incostante della difficoltà. Un FPS sicuramente consigliato, con tanta carne al fuoco e giocabile sia da soli che in cooperativa.
7.8

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

c

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