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Lightfield

Recensione - Lightfield

I racer futuristici mettono da sempre alla prova le nostre doti di controllo di veicoli che sfrecciano a velocità folli; che succede però se si complica il tutto aggiungendo anche la possibilità di volare e di correre sui muri? Otteniamo Lightfield!

Il Gioco

Anche se nell'introduzione ho parlato di racer futuristici, dopo pochi secondi in Lightfield ci si rende conto che il genere del titolo di Lost in the Garden è piuttosto diverso. Se lo stile artistico futuristico, astratto e molto colorato ricorda indubbiamente titoli come WipeOut o il recente, italianissimo ed eccellente RedOut, il gameplay è profondamente differente. Anche qui guidiamo navicelle volanti, ma stavolta la libertà di movimento è completa con la possibilità addirittura di decollare letteralmente e crearci di fatto il nostro percorso, aiutati anche da un level design estremamente aperto.

Lightfield non è però un gioco di corse aeree, affatto: volare è infatti nettamente più lento che correre a terra o sulle pareti delle strutture che popolano i livelli. Il volo, semmai, serve a connettere tratti da affrontare con la massima creatività e abilità, dato che ci sono anche dei boost di velocità dati dagli attacchi e dagli stacchi a una superficie. Si può iniziare un rettilineo sul pavimento, proseguendo sul muro, passando sul soffitto, magari passando anche su qualche tubatura o muro mobile per ottenere ulteriore velocità. Più che un racer futuristico sembra più simile a giochi parkour, ma a bordo di dispositivi che superano la velocità del suono.

MP Video - Lightfield

Le piste, solitamente sospese a mezz'aria su pianeti a noi sconosciuti, si estendono davvero in ogni direzione e non tengono conto di nessuna convenzione. Una strada normalissima potrebbe apparentemente interrompersi contro un muro, con la gara che quindi ruota di 90 gradi e procede come niente fosse. Potrebbe non esserci nessuna superficie a cui appoggiarsi, e per questo si vola fino al prossimo pezzo di terra ferma per guadagnare velocità per procedere verso il prossimo checkpoint. Con la sola pressione di un tasto ci si attacca a qualunque elemento sfruttandolo per ottenere un boost di potenza, utile a guadagnare qualche centesimo di secondo qua e là.

Le fantasiose piste del gioco sono un discreto piacere per gli occhi, con un look fantascientifico che ricorda vagamente la sci-fi anni '80, pur senza esagerare con l'uso dei colori scuri o neon. La visuale in terza persona permette di avere buon controllo su quanto avviene intorno al proprio veicolo, anche se ovviamente il saltare tra superfici con angolature totalmente differenti può indurre nausea a chi è sensibile alle telecamere molto movimentate. Il frame-rate però regge bene all'azione a parte qualche occasionale freeze al cambio del brano. A proposito di ciò, c'è una colonna sonora di stampo elettronico molto azzeccata, atmosferica il giusto e mai troppo caotica per permettere di concentrarsi su quanto avviene in pista.

Le modalità di gioco non mancano. E' possibile affrontare gare su ciascuna pista contro l'IA in quattro difficoltà, con tanto di medaglie da ottenere in ciascuna sfida. Oltre alla difficoltà c'è anche la possibilità di far scendere la velocità del gioco fino a 0.2x o aumentarlo al triplo di quello base: rallentare il gioco può essere utile per imparare meglio le meccaniche, velocizzarlo invece per aumentare ulteriormente il livello di sfida già parecchio alto. Ci sono anche i Time Trial dove mettere in pratica le traiettorie migliori senza disturbo alcuno, dove di giro in giro appaiono i tempi delle medaglie nonché i record con cui si compete direttamente nelle classifiche locali (quelli globali li si vedono solo come numero in classifica invece). C'è anche un'interessante modalità di esplorazione, dove girando liberamente per i livelli si vanno a scovare dei veri e propri segreti collezionabili nascosti nei punti più improbabili della mappa. Tutto è affrontabile anche in split-screen o in gare multiplayer online sia private che tramite matchmaking. Non manca infine nemmeno la localizzazione italiana di tutti i testi.

Amore

La quarta dimensione

- E' probabilmente da Slipstream 5000, uscito oltre 20 anni fa, che non si è visto un racer che spazia così bene tra le dimensioni. I veicoli dei concorrenti possono infatti volare liberamente nelle piste sospese di Lightfield, usando il dispositivo gravitazionale per farsi attrarre dalle superfici e sfruttandolo per acquisire velocità. Con piste complessissime con continui cambi di direzione su ogni asse, i piloti devono quindi trovare i percorsi migliori saltando abilmente (con tanto di mosse simil-parkour) tra tutto ciò che è solido, come può essere il pavimento, i muri, dei tubi, o perché no, il soffitto. Ai livelli alti Lightfield diventa praticamente una corsa che ha più a che spartire con Mirror's Edge che con WipeOut, e questo lo rende incredibilmente affascinante e divertente.

Riprogrammare il cervello

- Queste gare che di fatto aggiungono una dimensione in più rispetto ai classici racer tridimensionali portano i giocatori a dover di fatto ritarare il cervello rispetto a quanto imparato nei titoli di guida. Cercare le traiettorie pulite non è più la soluzione definitiva, perché c'è un piccolo boost di velocità quando si atterra su una nuova superficie e quando ci si stacca, pertanto si deve cercare di combinare il percorso più veloce con una notevole variazione di elementi da percorrere. Ai livelli più alti non basta prendere perfettamente l'interno della curva, ma se fatto bene ha più senso sfruttare muri e ostacoli circostanti per guadagnare qualche decimo di secondo. E con la possibilità di azionare elementi dinamici sul percorso, dopo dozzine di giri fatti è ancora possibile notare modi per guadagnare qualcosina sfruttando l'ingegno.

Gareggia come vuoi

- La libertà di gioco non si esaurisce con il racing "in 4D" come spiegato sopra, ma anche nelle opzioni. Ogni pista infatti è giocabile in modalità Time Trial contro diverse medaglie da abbattere nonché le classifiche locali e online, contro l'IA in quattro difficoltà, in modalità esplorazione alla ricerca di segreti sparsi, in split screen fino a 4 giocatori e infine anche in gare online al cardiopalma. Giocando in time trial o contro l'IA ci sono numerose medaglie da ottenere, e raccogliendo i fotoni sparsi si aumentano i punti XP ottenuti, sbloccando più rapidamente così le nuove piste. E con un caricamento unico per pista, è facile allenarsi liberamente in una modalità e in pochi secondi saltare in una gara dove mettere in pratica quanto appena imparato.

Odio

Realizzazione non impeccabile

- Ci mancherebbe che un titolo indipendente fatto con Unity possa competere a livello tecnico con i colossi videoludici, ma non è il look il problema di Lightfield, che pur senza offrire aree dettagliatissime riesce a risultare comunque piuttosto affascinante. Il fastidio principale semmai è il fatto che il gioco tende a bloccarsi un paio di secondi quando si passa da una canzone all'altra (problema frequente nei titoli fatti con questo motore grafico), ma anche il fatto che spesso non è chiarissimo in alcuni punti dove verrà tirato giù il veicolo con il dispositivo gravitazionale, mandando ogni tanto il giocatore in direzioni inaspettate o a distruggersi perché il gioco non ha gestito al meglio un cambio di superficie. Nulla di grave comunque.

Tiriamo le somme

Lightfield riesce ad essere un racer futuristico totalmente differente da quanto visto finora. Le gare ultraveloci con dispositivi gravitazionali sfidano il giocatore a trovare traiettorie uniche saltando tra gli elementi dei livelli, aggiungendo un ulteriore livello di profondità al genere. E con modalità multiplayer sia in locale che online, c'è il potenziale per perdere tante ore con il gioco nonostante una realizzazione non sempre impeccabile e contenuti non in abbondanza.
7.8

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

c

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i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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