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Star Wars: Battlefront II
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Recensione - Star Wars: Battlefront II

di P 23 nov 2017
Dopo aver riportato in vita la celebre saga di Battlefront, DICE e EA tornano sui campi di battaglia con l’attesissimo Star Wars: Battlefront II, sequel di uno degli sparatutto multigiocatore più apprezzati degli ultimi anni. Siete pronti per imbracciare nuovamente il blaster e mettere alla prova le vostre capacità non solo contro avversari online ma anche nell'inedita campagna single-player? Noi lo abbiamo fatto, e queste sono le nostre impressioni.

Il Gioco

Star Wars: Battlefront II è la nuova incarnazione del famoso shooter FPS/TPS ambientato nell’universo di Star Wars sviluppato da DICE e pubblicato da EA nel 2015. Dati gli ottimi risultati ottenuti con il primo episodio, questo secondo capitolo, curato nuovamente dai veterani del team svedese, prosegue come prevedibile sulla strada tracciata due anni fa ma porta con sé tante interessanti novità, prima fra tutte una vera e propria campagna single-player di stampo classico. Questa modalità, richiesta a gran voce dalla community sin dal lancio del primo titolo, si colloca temporalmente tra la fine dell’Episodio VI e l’inizio del recente Episodio VII e racconta le gesta della comandante Iden Versio, membro delle Truppe Imperiali e leader della Squadra Inferno. Il suo team, specializzato in missioni di infiltrazione ad alto rischio, è infatti coinvolto in prima linea negli eventi che porteranno alla distruzione della seconda Morte Nera, alla quale i giocatori potranno stavolta assistere da un punto di vista differente.

Se però nella prima trilogia di Star Wars la scenografica esplosione e la morte del malvagio Lord Sidius rappresentavano l’atto conclusivo, in Star Wars: Battlefront II questi avvenimenti sono solo il punto di partenza di una serie di eventi inediti che vedranno il comandante Versio, e non solo lei, affrontare un pericoloso ed affascinante viaggio nella galassia “lontana lontana” tra difficili scelte morali, emozionanti scontri a fuoco ed appassionanti battaglie spaziali. Come era lecito aspettarsi, le 13 missioni che compongono la campagna single-player pescano infatti a piene mani dalle dinamiche di gameplay e dalle ambientazioni sulle quali si fonda il comparto multigiocatore, condendo però il tutto con una spruzzatina di azione stealth abbinata ad una trama inedita capace di inserirsi senza troppa difficoltà negli spazi lasciati dalle vicende cinematografiche. Le circa 5-7 ore necessarie per portare a termine i vari incarichi, variabili in base al livello di difficoltà selezionato tra i tre disponibili ed alle proprie capacità, non rappresentano quindi solo un approfondito “showcase” delle modalità di gioco online, ma forniscono anche alcuni interessanti dettagli sulla fine dell’Impero e sulla nascita del Primo Ordine attraverso una sceneggiatura di buona qualità, raccontata anche con l’ausilio di numerose sequenze cinematografiche realizzate sfruttando le capacità del motore Frostbite.

Conclusa la doverosa parentesi dedicata alla modalità in singolo possiamo ora passare ad analizzare il comparto multigiocatore che, anche in questo caso, rappresenta la vera essenza del titolo sviluppato da DICE. Per quanto molto simile al suo predecessore Star Wars: Battlefront II presenta però numerose differenze, che vanno a modificare radicalmente l’esperienza di gioco, sia durante le battaglie che in fase di preparazione. Ma andiamo con ordine. La prima vera novità di questo sequel è rappresentata dall’introduzione di un vero e proprio sistema di Classi che differiscono tra loro, oltre che per l’aspetto, anche per caratteristiche, equipaggiamento ed abilità utilizzabili. Troviamo le truppe di Assalto, rapide e specializzate nell’uso delle armi leggere, i soldati Pesanti, più lenti ma equipaggiati con armi di grosso calibro, gli Ufficiali, capaci di aumentare le capacità delle altre truppe o di posizionare armi fisse sul campo di battaglia, e gli Specialisti, dotati di armi a lungo raggio e di abilità di infiltrazione. A queste 4 differenti tipologie di truppe di terra si affiancano le astronavi da battaglia, suddivise tra Caccia, Intercettori e Bombardieri, le unità speciali, truppe specifiche dotate di armi ed abilità uniche come i Soldati Jet, i guerrieri Wookie o gli Inceneritori del Primo Ordine, i mezzi pesanti, tra cui non mancano AT-ST,AT-AT e Speeder, e gli immancabili Eroi. Il catalogo, che verrà ulteriormente espanso nei prossimi mesi, ad oggi include unità che ripercorrono tutti i periodi storici della saga, a cui si aggiungono 14 Eroi del calibro di Darth Vader, Luke Skywalker, Han Solo, Yoda, Kylo Ren e Leia e 9 astronavi da battaglia uniche come il Millennium Falcon, il Tie Silencer di Kylo Ren e l’X-Wing di Poe Dameron. Eroi ed astronavi leggendarie non sono però tutti disponibili da subito. Alcuni si sbloccheranno dopo aver completato la campagna, mentre altri dovranno essere acquistati spendendo i crediti guadagnati nel gioco. Ogni unità, da quelle semplici a quelle eroiche, porta con sé sul campo di battaglia 3 differenti abilità, attivabili come sempre utilizzando i tasti dorsali, che vanno dalle classiche granate alla capacità di utilizzare scudi o armi speciali per un breve lasso di tempo.

MP Video - Star Wars: Battlefront II

Anche in questo caso le novità rispetto al passato sono molteplici. Innanzitutto, diversamente da quanto accadeva nel primo capitolo, ora tutti e tre i power-up si basano solo ed esclusivamente su un tempo di ricarica e non sul consumo di eventuali “cariche”. Ogni tipologia di unità o di Eroe salendo di livello può sbloccare fino a tre slot di personalizzazione, nei quali possono essere inserite altrettante carte scelte tra quelle Miglioramento, che modificano le caratteristiche di base dell’unità, e quelle Abilità, che vanno a sostituire o ad incrementare la forza di quelle già equipaggiate. Proprio come in precedenza, per personalizzare le abilità di base delle varie unità è necessario utilizzare delle specifiche carte, che però stavolta devono essere ottenute principalmente attraverso un classico sistema di “casse”, acquistabili con i crediti ottenuti in game, completando sfide specifiche o consumando “parti creazioni”, delle risorse speciali presenti all’interno delle casse o ottenibili completando obiettivi specifici. Ogni carta è disponibile in 4 varianti, che differiscono l’una dall’altra per grado di rarità e a cui corrisponde generalmente una maggiore efficacia, ottenibili sia aprendo casse sia tramite crafting, ma solo a patto di aver raggiunto il rango giocatore necessario e di aver portato al livello richiesto la Classe a cui si riferisce l’abilità.

Decisamente meno articolato il sistema di gestione delle armi. Anche stavolta ogni unità di fanteria può portare con sé in battaglia una sola arma, che non può essere sostituita durante le battaglie ma solo prima di un eventuale respawn o dal menu principale. Salendo di livello e completando obiettivi legati all’utilizzo delle stesse,il giocatore può sbloccare fino ad un massimo di 4 armi differenti per ogni Classe semplice (per le unità speciali non sono previste armi alternative), alle quali possono generalmente essere applicati fino a due accessori, sbloccabili raggiungendo traguardi specifici con una precisa arma. Il catalogo, anche in questo capitolo, include una vasta gamma di strumenti di morte differenti come blaster, armi a ioni, lanciafiamme e, ovviamente, spade laser. Come accadeva in passato, durante le pause o dopo una morte, i giocatori possono sempre decidere di cambiare la Classe con cui tornare a giocare o modificare quella in uso andando ad agire su abilità ed armi equipaggiate ma con una grossa differenza. In precedenza per poter impersonare le unità speciali o gli Eroi, salvo rare eccezioni, era necessario raccogliere il relativo power up sul terreno di gioco mentre adesso questa caratteristica, che spesso premiava chi stazionava nei pressi dei punti di comparsa dei potenziamenti invece dei più meritevoli, è stata eliminata in favore di un sistema più equo. Accumulando uccisioni e completando obiettivi durante la partita si ottengono dei punti che possono essere poi spesi per ri-entrare in gioco utilizzando un’unità speciale, un mezzo specifico o un Eroe. Per rendere ancora più soddisfacente la raccolta di punti DICE ha inoltre pensato di introdurre nel gioco un sistema di piccoli “plotoni”, composti da un massimo di 4 membri accorpati in automatico dalla CPU durante le fasi di respawn. Restare vicini ai propri compagni e giocare di squadra permette infatti di ottenere punti doppi, rafforzando il concetto di squadra.

Passiamo ora ad analizzare le modalità di gioco online presenti in Star Wars: Battlefront II. Assalto Galattico vede un massimo di 40 giocatori, suddivisi in due squadre, affrontarsi in emozionanti scontri multi-fase basati su obiettivi all’interno di mappe di grandi dimensioni nelle quali possono essere usati soldati semplici, unità speciali, eroi, navi spaziali e mezzi pesanti mentre Assalto Caccia Stellari, come facilmente intuibile, mette a confronto due squadroni, per un massimo di 24 piloti virtuali, in spettacolari battaglie spaziali, sempre multi-fase e basate su obiettivi, alle quali possono prendere parte solo astronavi. Eroi contro Malvagi vede invece due eserciti, composti da un massimo di 4 giocatori ciascuno, combattere utilizzando solo ed esclusivamente gli Eroi. Per trionfare in questa modalità uno dei due team dovrà abbattere nel modo più rapido possibile i componenti della squadra avversaria identificati a turno come obiettivo. La modalità Attacco rappresenta invece una variante più “contenuta” della modalità Assalto Galattico e vede un massimo di 16 giocatori, sempre suddivisi in due squadre, darsi battaglia in scontri ad obiettivi utilizzando solo soldati, unità speciali ed eroi. Le stesse possibilità di scelta le troviamo anche nella modalità Eliminazione, che a differenza di tutte le altre non propone obiettivi ma si configura come un classico deathmatch a squadre al quale possono prendere parte un massimo di 20 giocatori.

Chi ha giocato almeno una volta al capitolo precedente non potrà però non notare che il numero delle modalità è stato ridotto rispetto al passato, ma questo non significa che il gioco sia stato ridimensionato, anzi. Come già accennato praticamente tutte le modalità di gioco si basano su obiettivi, la cui natura varia al variare della mappa di gioco, e questo ha permesso agli sviluppatori di inserire nel gioco tipologie di sfide differenti, tutte perfettamente contestualizzate e basate sulla divisione netta tra attacco e difesa. Si va dal recupero di dischi dati tra i rottami dello Star Destroyer abbattuto su Jakku all’assedio del palazzo reale di Naboo, passando per la battaglia a bordo della seconda Morte Nera, il furto delle informazioni utili alla creazione di nuovi Cloni custodite su Kamino, la protezione dei segreti protetti dai ribelli su Yavin 4, l’attacco alla base di Fondor e molto altro ancora. In totale Star Wars: Battlefront II include ben 10 location differenti, ognuna delle quali si compone di più aree e nelle quali si daranno battaglia eserciti diversi in base al periodo storico preso in considerazione, a cui si sommano alcune mappe disegnate esclusivamente per la modalità Assalto Caccia Stellari. L’ultima fatica di DICE propone inoltre una rinnovata modalità Arcade all’interno della quale troviamo, oltre ad un breve tutorial, 16 scenari di battaglia equamente suddivisi tra Lato Chiaro e Lato Oscuro, affrontabili sia in solitaria che a schermo condiviso. A conti fatti si tratta di classiche sfide di sopravvivenza, ognuna delle quali propone 3 livelli di difficoltà crescenti, a cui si aggiungono una modalità personalizzata, con cui è possibile creare ad-hoc le proprie partite, ed un menu dedicato alle sfide Testa a Testa, pensato per coloro che amano dare vita a sfide nelle quali due giocatori possono mettere alla prova le loro abilità uno contro l’altro.

Pad alla mano Star Wars: Battlefront II non si discosta quasi per nulla dal suo predecessore e dai canoni del genere a cui appartiene. Le uniche modifiche degne di nota riguardano lo schema di controllo dei velivoli, che ora sfrutta l’analogico destro per variare beccheggio ed imbardata e quello sinistro per regolare velocità e rollio, ed il sistema di raffreddamento delle armi. Come nel precedente capitolo queste ultime non devono infatti essere ricaricate ma si surriscaldano durante l’utilizzo, diventando temporaneamente inutilizzabili se si raggiunge una certa soglia. Prima di arrivare a questo punto ora è possibile raffreddare forzatamente l’arma premendo un tasto, il che la rende però inutilizzabile per alcuni istanti, mentre una volta raggiunta la temperatura “critica” il giocatore avrà a disposizione una chance per ottenere un raffreddamento rapido che ricalca molto il sistema di ricarica reso celebre dalla serie di GoW . Poche novità anche per quanto riguarda le condizioni di vittoria dei match (o dei singoli round, dove presenti). Ad esclusione della modalità Eliminazione, tutte le altre varianti di gioco prevedono infatti che una squadra debba completare un obiettivo mentre l’altra ha il compito di impedire che questo avvenga senza esaurire il numero di “rientri” massimo previsto per la partita o per la singola fase. Negli scontri più strutturati il raggiungimento degli obiettivi intermedi permette infatti alla squadra in difesa di ottenere dei rinforzi e questo fa si che, nelle due modalità basate su questa meccanica, la battaglia possa durare anche per 20 minuti o più, a seconda della bravura dei team coinvolti.

Dal punto di vista tecnico Star Wars: Battlefront II si affida nuovamente al motore Frostbite, capace anche in questa incarnazione di garantire un ottimo livello di dettaglio ed una fluidità praticamente impeccabile su qualunque piattaforma. Se vi piacciono i “freddi” numeri sarete contenti di sapere che il titolo di DICE sfrutta, come molti titoli recenti, una risoluzione variabile raggiungendo i 1080p su PS4 Standard e i 1440p su PS4 Pro, il tutto a 60 fps e con supporto completo alla tecnologia HDR. Notevole come sempre il comparto audio, capace di riprodurre in maniera impeccabile l’intero catalogo di suoni,rumori e musiche che da sempre caratterizzano la saga di Star Wars. Anche questo secondo capitolo beneficia inoltre di una completa localizzazione in lingua italiana supportata da un doppiaggio di buona fattura. Il net-code, sia durante i giorni di accesso anticipato che dopo il lancio, si è dimostrato stabile e privo di particolari problematiche legate a lag o disconnessioni impreviste.

Concludo con una nota riguardante le microtransazioni. Come molti di voi sapranno Star Wars: Battlefront II in origine includeva un sistema di acquisti in-game con valuta reale che permetteva di acquistare una speciale risorsa spendibile poi per acquistare casse in tutto e per tutto simili a quelle ottenibili con i crediti di gioco. In seguito ad una veemente protesta da parte dei giocatori, EA e DICE hanno deciso di inibire, almeno per il momento, questa funzionalità che pertanto non è stata presa in considerazione in sede di recensione.

Amore

Frenetico al punto giusto

- Uno dei punti di forza del primo capitolo era senza dubbio la grande enfasi posta sulla velocità degli scontri a fuoco e sulla necessità di continuare a muoversi per puntare agli obiettivi e contemporaneamente tenere sotto pressione gli avversari. Star Wars: Battlefront II, da questo punto di vista, assomiglia molto al suo predecessore e punta nuovamente molto su un gameplay frenetico seppur con qualche differenza sostanziale. La filosofia “prima spara, poi pensa” è ancora in cima alla lista dei mantra che i giocatori devono fare loro per sperare di sopravvivere ma l’importanza data al lavoro di squadra (del quale parleremo tra poco), la presenza di varie classi differenti, la minore resistenza degli Eroi e le modifiche apportate al sistema di utilizzo delle unità speciali, che ora non compaiono più casualmente sul terreno di gioco ma che devono essere sbloccate ottenendo punti durante la partita, rendono le partite leggermente più tattiche. Il risultato è un titolo semplice da padroneggiare ma al contempo capace di generare un costante senso di sfida nel giocatore, così da tenerlo incollato al pad per ore e ore.

Lavoro di squadra

- Come accennato nel punto precedente, una delle novità più interessanti presenti in Star Wars: Battlefront II riguarda l’importanza data al lavoro di squadra. In passato spesso capitava di trovarsi a combattere insieme a un gruppo di sconosciuti e questo rendeva estremamente difficile, se non impossibile, muoversi in maniera coordinata. L’introduzione di un sistema atto a premiare con punti doppi i giocatori capaci di collaborare tra di loro per raggiungere un obiettivo comune sprona i vari membri del team a spostarsi in gruppo ed a mettere in pratica un minimo di strategia per massimizzare gli sforzi. Ovviamente nemmeno l’introduzione di questa caratteristica riesce ad eliminare del tutto uno dei problemi storici dei titoli multigiocatore ma rappresenta sicuramente un passo in avanti nella giusta direzione. E poi diciamocelo… vedere squadriglie di Tie-Fighter e di X-Wing che si danno battaglia senza sosta facendo di tutto per rimanere in formazione invece che disperdersi dopo pochi secondi è un’esperienza davvero unica!

Visivamente spettacolare

- Il motore grafico Frostbite ormai non ha più bisogno di presentazioni dato che rappresenta una delle grandi certezze nel mondo videoludico. Nelle mani di DICE l’engine riesce però ad esprimere tutto il suo vero potenziale, sia da un punto di vista qualitativo che per quanto riguarda le pure prestazioni. L’ottimo lavoro svolto dai designer nel riprodurre con cura e dovizia di particolari tante ambientazioni differenti, impreziosite da un uso magistrale di fiamme, esplosioni ed effetti speciali di varia natura, farà felici i fan della saga e la presenza di specifici filtri cinematografici contribuisce a ridurre, per quanto possibile, il divario visivo tra gioco e pellicola. Sia nelle modalità in singolo che nelle spettacolari battaglie multigiocatore il motore grafico riesce inoltre a raggiungere e mantenere i 60 fps praticamente in ogni frangente senza dover scendere a particolari compromessi. Il risultato, in qualunque situazione, è davvero notevole e permette anche a questo secondo capitolo di cogliere tutta la magia della saga.

Modalità in locale

- Nel primo capitolo la modalità Arcade poteva essere completata in poco più di due ore e non riusciva in alcun modo a reggere il confronto con il resto della produzione. In Star Wars: Battlefront II questo aspetto si è dimostrato sicuramente più curato grazie alla presenza di un numero maggiore di incarichi, ognuno dei quali propone tre livelli di sfida molto diversi l’uno dall’altro. L’introduzione di una modalità multigiocatore in locale è un plus da non sottovalutare che consente di condividere con estrema facilità il divertimento con un amico in carne ed ossa e che contribuisce a dare il giusto spazio ad una tipologia di gioco troppo spesso dimenticata nel corso degli ultimi anni.

Campagna intensa…

- Se avete seguito da vicino lo sviluppo di Star Wars: Battlefront II sicuramente vi ricorderete di quando EA e DICE dichiaravano di essere al lavoro per consegnare ai fan una modalità storia all’altezza dei canoni della saga. Nonostante la campagna, come vedremo nella sezione Odio, non faccia assolutamente gridare al miracolo bisogna ammettere che dal punto di vista del ritmo e dell’ambientazione le promesse sono state mantenute. Le vicende narrate nella modalità in singolo si inseriscono alla perfezione nel contesto della saga e la presenza di continui cambi di passo, scanditi da numerosi passaggi di testimone e da repentini balzi da una modalità di gioco ad un’altra, permette alla campagna di cogliere tutto lo spirito della saga. Volete un esempio? Una delle missioni prenderà il via a bordo di un caccia imperiale impegnato in una furiosa battaglia per poi indirizzare il giocatore verso un punto di attracco posizionato all’interno di una gigantesca nave. Qui il giocatore dovrà scatenare tutta la potenza di fuoco del mezzo prima di avventurarsi a piedi all’interno della struttura e sabotarla in un tripudio di esplosioni, il tutto prima di fuggire a gambe levate. Insomma… una classica giornata nell’universo di Star Wars!

Odio

…ma davvero troppo breve e poco approfondita

- C’è poco da fare. Una campagna che dura circa 6 ore non può assolutamente soddisfare i giocatori in cerca di un’esperienza single player. Il fatto che la sceneggiatura inedita apra ad interessanti sviluppi senza però esplorare a dovere nessun aspetto e che l’intera modalità si basi quasi ed esclusivamente su aree pensate in origine per le battaglie multigiocatore aggrava ulteriormente la sensazione di trovarsi di fronte ad un’opera parzialmente incompiuta, che avrebbe sicuramente meritato maggiore spazio ed una maggiore profondità. Non ci resta che sperare che i futuri DLC gratuiti riescano a colmare almeno in parte questo difetto e che nei prossimi capitoli venga data maggiore importanza anche a questo aspetto.

Qualche problema di bilanciamento

- Piccola, ma doverosa, premessa. Nonostante le ore di gioco accumulate per questo test, è sempre difficile valutare un titolo multigiocatore a poca distanza dal lancio perché alcune meccaniche hanno sempre bisogno di molto tempo per essere analizzate a fondo. Allo stato attuale l’impressione è che il sistema di carte alla base di Star Wars: Battlefront II non sia perfettamente bilanciato e che alcune combinazioni di abilità rendano qualche personaggio molto più forte degli altri, anche quando non viene utilizzato da giocatori davvero capaci. L’assenza di “malus” o di limitazioni nella scelta delle carte equipaggiabili garantisce sicuramente una notevole libertà di personalizzazione, ma porta con sé alcune problematiche legate al bilanciamento delle varie capacità, che diventano via via più evidenti ad ogni partita disputata. Speriamo che, come spesso accade, gli sviluppatori intervengano quanto prima per limare il più possibile un difetto che, alla lunga, potrebbe penalizzare notevolmente il gameplay.

Animazioni poco curate

- Nonostante l’impatto grafico generale sia di altissimo livello, in Star Wars: Battlefront II sono purtroppo presenti alcune animazioni poco curate, particolarmente evidenti quando si gioca con la visuale in terza persona. Proprio come accadeva nel precedente episodio, questo difetto affligge soprattutto gli Eroi andando inevitabilmente a sporcare un comparto tecnico di grande qualità.

Tiriamo le somme

Star Wars: Battlefront II è uno shooter frenetico che prosegue sulla strada intrapresa nel 2015 puntando nuovamente tutto su un gameplay veloce “cucito” alla perfezione su una riproduzione estremamente fedele dell’affascinante universo di Star Wars. Questo secondo capitolo, anche per merito dell’esperienza accumulata negli anni da DICE e della presenza di una modalità single-player, supera senza ombra di dubbio il suo predecessore candidandosi a tutti gli effetti come un must-have per tutti coloro che hanno apprezzato il nuovo corso della serie ma, a causa di alcuni difetti abbastanza evidenti, anche stavolta non riesce a fare un vero “salto di qualità”, quello che tutti, appassionati e non, stanno aspettando e che permetterebbe finalmente alla saga di ritornare ad essere un punto di riferimento del genere.
8.5

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L'autore

Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS ed ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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