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NASCAR Heat 3

Recensione - NASCAR Heat 3

Anche quest’anno i fan degli sport motoristici a stelle e strisce potranno lanciarsi in una delle corse più pericolose del mondo. I ragazzi di Monster Games tornano in pista con NASCAR Heat 3: scopriamo se siano riusciti a migliorare il titolo rispetto all'edizione dello scorso anno.

Il Gioco

NASCAR Heat 3 è l’edizione 2018-2019 del titolo dedicato al Campionato Mondiale Formula Nascar, dominato dalle cosiddette “muscle car” tanto in voga nei circuiti sparsi in tutti gli Stati Uniti d’America. Per noi europei si tratta di uno sport poco appetibile da vedere anche se le gare vengono proposte sulla nostra TV satellitare; dal punto di vista videoludico, però, le cose possono diventare più interessanti anche se, a causa dei titoli motoristici di elevatissimo spessore usciti in questa generazione, un titolo di questo tipo trova sempre difficoltà a ricavarsi un proprio spazio.

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NASCAR Heat 3 rimane il tipico gioco di corse su circuiti ovali nei quali è comunque impegnativo mantenere le macchine sulla corretta traiettoria considerate, soprattutto, le elevate velocità di punta che queste raggiungono (ben oltre i 300 km/h); in questo contesto il titolo di Monster Games riesce a ritagliarsi un ruolo grazie alla ricca offerta in termini di modalità di gioco, nell’ambito delle quali spicca quella dedicata alla Carriera. Qui potete sia prendere uno dei piloti presenti nel gioco (tutti su licenza ufficiale, così’ come le rispettive auto), oppure intraprenderne una con il vostro personaggio creato da zero. A questo punto inizierete la vostra avventura nelle Dirt Series, una categoria di fantasia che non fa parte, nella realtà, del circuito Nascar ma che permetterà alla nostra matricola di prendere confidenza con auto e tracciati. Sulla falsariga di quanto visto nella precedente edizione, la vostra Carriera decollerà nel momento in cui vi verrà offerto un contratto sulla base delle performance ottenute; fino a quel punto diversi tracciati non saranno disponibili.

Nel momento in cui vi viene offerto il fatidico primo contratto, sarà vostro interesse cercare di raggiungere gli obiettivi di gara fissati dal Team nel quale siete approdati, allo scopo di generare interesse attorno a voi e di assicurarvi la permanenza all’interno dello stesso per le gare future, in quanto il licenziamento è, spesso, dietro l’angolo. In NASCAR Heat 3 c’è, inoltre, una novità: i piloti possono anche diventare proprietari della scuderia potendo, a questo punto, decidere in quali gare correre, studiare in prima persona la preparazione ed assumere ingegneri e meccanici che lavoreranno per la squadra. Non si tratta di un ruolo manageriale vero e proprio, ma è una feature in grado di rendere la stagione molto più interessante aggiungendo, al contempo, un ulteriore grado di profondità al titolo stesso.

MP Video - NASCAR Heat 3

Nel corso della Stagione si potrà correre su due oppure tre tipi diversi di piste; ogni tipologia di pista richiede un telaio specifico, il che comporta che il giocatore metta su un suo piccolo garage nel quale avere a disposizione diverse tipologie di autovetture. Anche se, a differenza di un titolo come F1 2018, non abbiamo un percorso di ricerca e sviluppo particolarmente strutturato, ci sarà comunque bisogno di assumere ingegneri esperti di motori, aerodinamica e meccanica. Se poi volete assumere il top tra gli ingegneri e meccanici, sarete costretti ad investire una buona quota del vostro budget per ottenere il meglio dalle vostre macchine; sempre pagando di tasca vostra (quindi correte e vincete il più possibile), sarete anche in grado di fornire ai vostri ingegneri e meccanici i migliori materiali possibili per l’upgrade. Se tutto questo non fosse sufficiente, c’è anche la possibilità di dare tempo ai vostri ingegneri per migliorare una determinata vettura, e questo può avvenire in un arco temporale compreso tra 2-3 gare successive; in questo caso, mentre le vostri menti eccelse saranno all’opera su nuovi progetti riguardanti una certa vettura, voi, nel frattempo, gareggerete con un’altra.

Gli ingegneri prepareranno però la vettura per una singola gara, al termine della quale l’intero processo verrà ripetuto. Questo comporta il fatto che dovete sempre prestare la massima attenzione al calendario delle corse ed agli eventi che verranno, assicurandovi di avere a disposizione più di una macchina per le gare successive. Se questo è facile da gestire nel momento in cui gareggiate in un solo circuito di gare, non lo sarà più nel momento in cui deciderete di affrontare diverse Nascar Series in contemporanea. Salire sulla vettura sbagliata oppure dimenticare di preparare la macchina per quella determinata pista, vi condurrà ad una sconfitta praticamente certa.

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In aggiunta alla Carriera, tutte e tre le competizioni ufficiali delle NASCAR Series sono presenti con l’interessante aggiunta dell’Xtreme Dirt Tour, ossa le corse su terreno sterrato. Tutti i piloti e le squadre ufficiali sono presenti nel gioco e, per un discreto numero di piloti, sono stati inseriti dei filmati dal vivo con i quali essi stessi vi inviteranno ad entrare nel mondo Nascar offrendosi di fare da mentori: decisamente una bella trovata da parte di Monster Games. E' inoltre possibile correre la classica Gara veloce per testare il gioco e le vostre capacità, ma potete anche giocare un intero Campionato slegato dalla Carriera. Torna anche il Challenge Mode nel quale rivisiterete eventi e rivalità storiche del passato oppure sarete invitati a portare a termine determinati compiti.

Il comparto multiplayer presenta le stesse opportunità della precedente edizione del titolo con gare veloci e campionati; il netcode fa il suo dovere anche se qualche piccolo rallentamento l’ho riscontrato, in parte dovuto al fatto che si gioca quasi esclusivamente con giocatori americani. Quest’anno risulta evidente come si sia prestata particolare attenzione agli eSports ma, proprio per questo, risulta strano il fatto che non vi sia distinzione tra gare classificate e non, anche se il divertimento è assicurato come sempre.

Una volta scesi in pista, NASCAR Heat 3 vi risulterà abbastanza familiare se avete giocato anche l’episodio dello scorso anno in quanto l’esperienza di gioco è rimasta, sostanzialmente la stessa. I settaggi non sono particolarmente complicati da mettere a punto e siete subito pronti a scendere in pista per affrontare i vostri avversari in quei tipici duelli macchina contro macchina che fanno impazzire la folla accorsa sulle tribune delle cosiddette “Speedway”. L’IA della CPU fa abbondantemente il suo dovere e il sistema di rivalità tra i diversi piloti funziona molto bene; potete scambiarvi insulti sui social al termine della gara, ma anche complimentarvi con i vostri avversari in base al loro comportamento in gara. Dal punto di vista del gameplay, gli sviluppatori hanno cercato, come già accaduto nelle edizioni precedenti, di trovare un compromesso in termini di approccio alla modalità di guida. L’enorme quantità di settaggi disponibili permetterà ad ogni singolo giocatore di ritagliarsi l’esperienza che maggiormente desidera ma, anche se deciderete di utilizzare i settaggi più estremi, vi renderete conto di avere a che fare con un gioco di gioco definibile come sim-cade, oppure una via di mezzo tra una simulazione totale ed un gioco un po’ più arcade.

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Dal punto di vista grafico il motore di gioco ha subito degli evidenti miglioramenti con una buona rappresentazione sia delle vetture che dei circuiti, oggetti di contorno compresi; non mi è particolarmente piaciuta la visuale dall’interno dell’abitacolo, che è risultata un po’ troppo spigolosa. I comandi di gioco sono anch’essi facilmente padroneggiabili con i grilletti posteriori deputati al freno e all’acceleratore, mentre i tasti colorati frontali ci permetteranno di scalare le marce e cambiare visuale. Tutto il gioco, infine, è localizzato unicamente in lingua inglese.

Amore

Atmosfera a stelle e strisce

- Come nella precedente versione, l’atmosfera tipicamente “yankee” del gioco è perfettamente ricreata. Nulla è lasciato al caso, dalla preparazione delle gare allo svolgimento delle stesse. Ovali perfettamente riprodotti, così come piloti e livree delle macchine, tutto proprio come nella realtà. Molto bella ed altrettanto funzionale la gestione della rivalità tra piloti: provate a fare uno sgarbo ad uno qualsiasi da loro e verrete puntati nel corso della gara successiva in un crescendo di sportellate che avranno il loro impatto decisivo sull’esito finale della gara stessa.

Un gioco ancora più profondo

- Rispetto al predecessore, NASCAR Heat 3 si presenta ancora più completo con una modalità manageriale che, pur non toccando particolari vette di complessità, conferisce ulteriore profondità all’esperienza di gioco globale. Ottima la possibilità di gestire più campionati diversi nella modalità Carriera, obbligando il giocatore a districarsi in situazioni sempre più complesse e diverse tra loro. Nel complesso le modalità di gioco presenti sono in grado di soddisfare le esigenze di diverse tipologie di giocatore.

Che musica, ragazzi!

- Ottima la gestione dei rumori in pista con le vetture che si caratterizzano per il rombo del proprio scoppiettante motore. Bella l’idea del motivo musicale che può essere scelto dal pilota nel momento in cui risultasse essere il vincitore della gara. Si possono anche udire le urla del pubblico nel momento in cui la vostra vettura passa sotto le tribune affollate e le grida dei vostri meccanici al momento del pit-stop. Il top viene, però, raggiunto da una colonna sonora strepitosa: tutti brani rock, spesso ai limiti del metallo puro, che pompano adrenalina a go-go.

Odio

Presentazione povera

- NASCAR Heat 3 si trascina alcuni difetti della passata edizione, soprattutto in termini di presentazione. Un gioco del genere che, comunque, consta di diverse possibilità in termini di modalità di gioco, dovrebbe anche presentarsi meglio; al contrario, la stessa grafica dei menu è scarna e non mette in risalto tutta la carne che c’è al fuoco.

Un po’ “Terra di mezzo”

- Se proprio vogliamo trovare un difetto in termini di gameplay, è questo cercare di essere un titolo a metà strada tra la simulazione e l’arcade, rischiando di “bruciare” due diversi popolazioni di giocatori virtuali, sia i puristi della simulazione (che troveranno alcune eccessive semplificazioni) che gli smanettoni arcade (i quali, al contrario, se la prenderanno con alcuni settaggi un pelino più complicati da mettere a punto).

Poco vario

- Qui c’è poco da fare: le gare NASCAR piacciono oppure no, non ci sono vie di mezzo. Possono essere noiose perché gli ovali sembrano tutti uguali ma, forse, proprio in questo c’è la peculiarità sia della disciplina reale che della controparte virtuale. La cosa può limitare l’acquisto da parte di chi ama, ad esempio, la F1, ma può anche incuriosire chi è alla ricerca di qualcosa di diverso.

Tiriamo le somme

NASCAR Heat 3 rappresenta un passo in avanti per la serie con un miglioramento sia dal punto di vista tecnico (grafica e gameplay in primis) che della longevità con l’aggiunta dell’Xtreme Dirt Series, davvero appassionante. Le modalità di gioco e l’approccio a metà tra simulazione ed arcade potrebbero coinvolgere ancora più pubblico rispetto al passato, così come il lato manageriale: funzionale ma non particolarmente complesso. Potrebbero rimanere, per alcuni, due principali fattori limitanti: la ripetitività degli eventi ed il fatto che il gioco non è localizzato in italiano.
7.5

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L'autore

Da sempre grande amante di tutti gli sport, ha trasferito questa passione nel mondo dei videogiochi non disdegnando però anche gli altri generi. Ama il nostro calcio quanto sport come il football e l'hockey, ma è sempre pronto a blastare qualche alieno quando ce n'è il bisogno!

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