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Vaporum

Recensione - Vaporum

Già presente su PC da diversi mesi, Vaporum arriva ora su console per portare un po' di gameplay RPG old school su piattaforme che ancora non esistevano ai tempi in cui questo genere faceva scuola. Vediamo se l'incontro di questi due mondi sia riuscito o meno.

Il Gioco

Realizzato dal piccolo team slovacco Fatbot Games, Vaporum rientra nel genere dungeon crawler che di questi tempi sembra stia tornando agli onori delle cronache con diversi esponenti più o meno capaci di attecchire presso il grande pubblico. A dispetto delle ambientazioni più classiche e abusate, però, il team di Vaporum ha deciso di prendere tutta l'anima del genere e trapiantarla in un corpo fatto di pietra e metallo; abbiamo infatti a che fare con un'ambientazione steampunk che strizza ben volentieri l'occhio ad un'estetica portata alla ribalta dall'indimenticabile BioShock.

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Attenzione però: al netto delle atmosfere, i due giochi non hanno nulla in comune. Uno è uno sparatutto in prima persona dalla trama forte e articolata, mentre Vaporum è un gioco di ruolo "a griglia" dalla trama assolutamente trascurabile. Nonostante i due inizino praticamente allo stesso modo, con il protagonista disperso in mare che trova rifugio all'interno di una struttura emersa dalle acque e dall'aspetto assolutamente poco amichevole e misterioso, i due giochi poi seguono strade molto diverse. All'inizio dell'avventura Vaporum ci fa scegliere quale esoscheletro indossare (una sorta di tuta da lavoro non lontanissima da quelle dei Big Daddy, ma esoscheletro rende meglio l'idea come capirete a breve) fra sei modelli disponibili. Ognuno offre diversi bonus che sostanzialmente oscillano fra punteggi aumentati in quello che è la forza e caratteristiche annesse, e quelle che sono le capacità relative ad agilità e velocità. Una certa tuta rende il protagonista capace di infliggere più danni, una lo rende più veloce nel recupero e così via. Fatta questa scelta, ci si inoltra nelle viscere di questa misteriosa struttura, camminando rigorosamente a caselle e con visuale in prima persona. Questo significa che una porta distante quattro mattonelle richiede quattro colpi di analogico. Tenerlo premuto in avanti come in un normale gioco in prima persona spesso porta a mancare l'entrata perché si scivola oltre. Va detto che non si tratta di un sistema di movimento molto comodo, soprattutto su controller dove l'analogico non è uno strumento solitamente usato per muoversi con il contapassi.

MP Video - Vaporum

Man mano che ci si addentra nei corridoi misteriosi, bui e umidi della struttura sommersa si incontrano i nemici, per lo più meccanici, che cercheranno in tutti i modi di eliminare l'intruso. Il combattimento, in questo caso, non è a turni, o meglio: è un sistema a turni mascherato. Di fatto si agisce in tempo reale, ma tutte le armi hanno un periodo di recupero che permettono all'avversario di infliggere il colpo. Quindi in un certo senso bisogna aspettare il proprio turno, anche se questa attesa non dipende dalle mosse di chi ci si trova di fronte ma dalle limitazioni del proprio alter ego. Gli scontri si possono risolvere utilizzando armi da mischia, fra cui cose molto banali e semplici come tubi e pugnali arrugginiti, o armi da distanza, come pistole e fucili a pallettoni. L'arsenale, così come i diversi pezzi di armatura da indossare sopra l'esoscheletro, con il suo stile a metà strada fra una dotazione da pirata e una da crociato, crea un particolare contrasto con i corridoi e i macchinari steampunk. Si tratta della cosa, a livello di atmosfera, più riuscita di Vaporum.

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Infine, tutto questo – da affrontarsi rigorosamente in single player – offre la possibilità di raccogliere punti esperienza e Fumium, un elemento che può essere speso per aumentare le proprie caratteristiche e, a cascata, tutto ciò che vi è di correlato. Spendere qualche punto nell'abilità a due mani, ad esempio, permette un tempo di recupero più breve quando si usa un'arma per mano, altrimenti si può decidere si aumentare il danno inflitto dai poteri elementari o dai bonus temporanei spendibili con il consumo di energia.

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Bardati e scafandrati ci si può perdere per i corridoi di Vaporum, alla ricerca della verità sul proprio protagonista, per tornare a rivedere la luce dopo una decina di ore, tenendo conto di variazioni a seconda della difficoltà scelta. Il tutto con testi e sottotitoli in italiano, mentre il parlato rimane in inglese.

Amore

Lo steampunk che piace

- Le ambientazioni di Vaporum mi hanno ricordato i dungeon nanici di Skyrim e le sale devastate di Rapture. Forse un pelo di più la prima. Si tratta di una combinazione gradevole, che nella massa di elfi e draghi ha la possibilità di ritagliarsi un suo spazio.

Vecchia scuola

- Chi dovesse sentire il bisogno di tornare agli anni ottanta e novanta con Vaporum avrà un'esperienza senza sconti, ad eccezione del comparto visivo più in linea con i nostri tempi. Dal movimento al sistema di combattimento, tutto è figlio dei tempi che furono e guarda alla modernità con un certo senso di distanza che, quando ci si ricorda che non c'è il checkpoint e si ha un salvataggio di un'ora e mezza prima, mette una certa ansia.

Odio

Un controller incontrollabile

- lo schema dei comandi di Vaporum è disastroso. Su PC può anche essere più agile grazie alle scorciatoie della tastiera e l'agilità del mouse, ma su console è fonte di un senso d'angoscia e mancanza di fiato che mai avevo provato. Anche un'operazione semplice come lasciar cadere per terra un elemento dell'inventario, è qualcosa che dovrebbe essere studiato nelle scuole di game design nella lezione "cose da non fare". Per dire: ci si muove con l'analogico sinistro, con il destro si ruota la visuale a colpi di novanta gradi. Se si vuole muovere liberamente la telecamera bisogna tenere premuto il grilletto destro, ma mentre lo si fa non ci si muove. Per aprire l'inventario si preme il d-pad verso l'alto, ma per navigarlo si preme il grilletto. Mentre c'è quella combinazione di tasti attiva non si possono usare le scorciatoie e via dicendo… un'angoscia!

Aspetta che salvo… porca p@#?**!

- Fra le cose del "schema di controllo fatto male" c'è l'idea che premere grilletto e back si salva, grilletto e start si carica. Il tutto avviene senza messaggio di conferma e senza salvataggi automatici. Cosa significa? Significa che se dopo un'oretta di gioco ci si ricorda che non si è ancora salvata la partita e si preme la combinazione sbagliata, si viene immediatamente trasportati indietro di un'ora. E viene tanta voglia di spegnere tutto.

Che storia è questa?

- La trama di Vaporum non è certo uno dei motivi per cui ci si potrebbe lasciar alle spalle un'area dopo l'altra. Raccontata attraverso file audio e documenti, è banale e poco incisiva. Dalla prima frase del protagonista si capisce dove vuole andare a parare e, anche così non fosse, il sistema narrativo scelto non è il più accattivante.

Tiriamo le somme

Vaporum è un titolo che sembra arrivato a noi in una capsula del tempo. Il sistema di gioco e le regole che lo muovono sono intatte dai dungeon crawler dell'epoca d'oro e, se non fosse per il motore grafico gradevole e l'ambientazione più originale della media, sembrerebbe davvero di essere di fronte ad un titolo riemerso da qualche floppy disk dimenticato.
Questo è anche il motivo per cui Vaporum non è consigliato a chi non ha mai apprezzato lo stile più posato dei titoli a turni o a griglia e, comunque, anche agli appassionati è da rivolgersi l'avviso: il sistema di controllo è il primo e più grosso nemico da affrontare, tenetelo a mente.
6.5

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L'autore

Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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