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Bloodstained: Ritual of the Night
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Recensione - Bloodstained: Ritual of the Night

Dopo una lunga attesa, il seguito spirituale di Castlevania è finalmente qui! I giapponesi ArtPlay capeggiati dal produttore storico della saga Koji Igarashi cercano di realizzare con Bloodstained: Ritual of the Night ciò che Konami non ha saputo fare da tanto tempo: un Castlevania degno di questo nome. Scopriamo quindi se il nuovo titolo sia riuscito nell'intento!

Il Gioco

Bloodstained: Ritual of the Night segue le vicende di Miriam, una combattente alchimista che ha un potere invidiabile: la possibilità di assorbire dei frammenti di gemma dai mostri caduti per acquisire i loro poteri e le loro abilità. Questo potere è il risultato di esperimenti a cui è stata sottoposta e che l'hanno però privata di parte della sua umanità, ma che le permettono di combattere un'orda infernale che ha invaso il mondo capeggiata dall'alchemista Gebel, uno dei protagonisti del prequel Bloodstained: Curse of the Moon. La trama risulta essere abbastanza cliché e prevedibile, piena zeppa di situazioni di gioco che sembrano prese pari pari dai vecchi Castlevania, ma come molti di voi siamo qui per il classico gameplay di Castlevania, non per una trama troppo convolgente.

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La discreta grafica in 3D e la buona realizzazione dei personaggi discosta il titolo dai classici Castlevania in pixel art, ma dopo pochi secondi di gioco sembra davvero di giocare ad un vero sequel della serie Konami; muoviamo quindi i primi passi in questi castelli che si estendono in orizzontale e in verticale con demoni infernali da eliminare a colpi di spada, catene e pistole, schivando e parando i loro colpi mentre si esplora ogni angolo alla ricerca di tesori, equipaggiamenti e nuove armi.

MP Video - Bloodstained: Ritual of the Night

La struttura del castello iniziale e dei livelli successivi è decisamente nello stile più classico dei metroidvania, più precisamente dei Castlevania per l'appunto. Ci sono poche sezioni platform o enigmi da risolvere, il focus dell'esplorazione sta nell'attraversare ogni area (divisa da dei caricamenti come fossero dungeon) raccogliendo più cose possibile e cercando di non farsi eliminare dai demoni in circolazione. Cosa non semplicissima, considerando anche che questi si rigenerano ogni volta che il giocatore entra in una nuova stanza. In compenso, questa difficoltà aggiuntiva può essere sfruttata per raccogliere volta dopo volta le monete o gli oggetti lasciati dai nemici, ma anche per salire di livello essendoci una sorta di struttura a gioco di ruolo dietro al progresso.

C'è poi il potere della protagonista, cioè la capacità di assorbire delle schegge di gemme dai nemici che racchiudono i loro poteri, le loro abilità magiche, i loro attacchi. Il giocatore può così adottare gli attacchi più interessanti dei numerosi nemici incontrati, e raccogliendo sempre più frammenti è possibile potenziare tali abilità. Questo si può fare nell'apposito rifugio che funge da hub. Qui è possibile anche riempirsi di pozioni di salute, cucinare piatti squisiti che hanno effetti benefici, ma anche accettare missioni secondarie di ogni genere: ricerche di oggetti, trovare semi per piantagioni, uccidere determinati mostri opzionali e così via.

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Menzione particolare va fatta al sistema di combattimento, che risulta decisamente più profondo degli standard del genere. Tantissime armi differenti con stili diversi permettono di adottare tante tattiche alternative, con i nemici del gioco che costringono la protagonista a mettere mano ad ogni tipo di potere e attacco. Importante anche saper usare al meglio schivate, parate, ma anche prendere dimestichezza con alcune mosse non meglio spiegate dal gioco come le scivolate verso il basso per colpire i nemici con un calcio abbastanza imprevedibile, utile per rompere le guardie nemiche visto che anche loro possono utilizzare diverse mosse e strategie evasive di volta in volta. Un sistema sorprendentemente complesso per il genere, anche se non stupirà molto i fan di Castlevania.

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La campagna si aggira sulla durata dei classici Castlevania, ossia una decina di ore di base, con però tutti gli elementi aggiuntivi del caso, come le diverse difficoltà, una modalità boss run dove si affrontano tutti i boss in ordine finché si rimane in vita, nonché una variante speed run. Al lancio non è disponibile, ma una patch dovrebbe aggiungere a breve la cooperativa locale e online e c'è anche una buona localizzazione italiana per quel che riguarda i testi e i sottotitoli, anche se stranamente alcuni filmati sono rimasti con testi in inglese.

Amore

Symphony of the Night 2: La vendetta

- Siete appassionati di Castlevania? Parlo dei vecchi classici come Symphony of the Night e Aria of Sorrow, non dei più recenti riadattamenti in terza persona che hanno sì il loro fascino, ma che con la saga a livello di gameplay hanno ben poco a che vedere. Ebbene, questo titolo è per voi. Bloodstained: Ritual of the Night sembra essere uscito da un universo parallelo dove Konami ha continuato a produrre i classici Castlevania all'infinito, arrivando ai giorni nostri con un capitolo che tecnicamente è più avanzato ma che non ha nulla da invidiare al gameplay, all'atmosfera e alla rigiocabilità dei titoli originali. La protagonista non avrà il fascino di personaggi storici come Belmont o Alucard e i mostri saranno anche delle pallide imitazioni degli originali, ma questo è a tutti gli effetti un sequel senza licenza ai capitoli più amati della saga, con la struttura di gioco e il gameplay che riprendono esattamente ciò che apprezzavamo ai tempi di quei giochi.

Combattimenti tattici

- Uno dei motivi per cui quei Castlevania erano tanto apprezzati erano i combattimenti che non si limitavano a spammare all'infinito il tasto d'attacco, ma che con mosse acrobatiche, schivate, parate, una gran quantità di armi e di pozioni offrivano numerose opzioni tattiche, con tanto di nemici che costringevano il giocatore a desteggiarsi in numerose situazioni differenti. Bloodstained: Ritual of the Night riesce più che egregiamente a riprodurre questa formula: tra spade, spadoni, pistole e magie di ogni genere, affrontare anche solo i nemici di livello più basso raramente annoia. Per chi non conoscesse Castlevania ma ha giocato a metroidvania più recenti come Ori and the Blind Forest o Guacamelee!, basti sapere che questo sistema di combattimento ha più a che fare con Dark Souls che con la maggior parte degli esponenti moderni del genere. Non avrà quel livello di difficoltà, ma la profondità tattica è decisamente paragonabile.

Un metroidvania per (quasi) tutti

- Bloodstained: Ritual of the Night ha un altro pregio non di poco conto: è un metroidvania capace di farsi apprezzare da praticamente ogni tipo di giocatore. I tre livelli di difficoltà permettono ad ogni giocatore di adattare l'esperienza alle proprie capacità, ed un level design semplice ma con tante strade alternative e segreti offre sia ai neofiti che agli esperti un motivo per appassionarsi. Troviamo poi modalità da esperti come le boss run o una variante speedrun aggiungono, e qualora trovaste la difficoltà comunque un pelino troppo ardua nulla vi impedisce di rifare aree già viste per salire maggiormente di livello, nonché di fare il pieno di pozioni salute o altri aiuti per le battaglie più toste. Non rende il gioco una passeggiata, ma anche questa scelta di design permette di tararsi la difficoltà un po' come si vuole.

Al chiaro di luna

- Non sarà il gioco a scorrimento laterale più spettacolare sul mercato, e a dire il vero non c'è una grande originalità nello stile artistico, ma quando la formula funziona, i paesaggi di Bloodstained: Ritual of the Night sanno essere davvero fantastici. Quando si esce per la prima volta dal castello e si osserva il cielo rosso, quando si entra nelle stanze del salvataggio con l'enorme luna piena sul fondale, quando si entra nei punti di passaggio rapido con un mosaico in vetro a spezzarsi e a rivelare un portale, il titolo riesce ad essere davvero affascinante, e con tanta attenzione per i dettagli nelle numerose aree di gioco, diventa intrigante anche esplorare anche i cunicoli più insignificanti.

Odio

22 anni di acqua sotto i ponti

- Che Castlevania: Symphony Of The Night fosse un capolavoro penso siano pochi a volerlo smentire, però il mondo dei metroidvania da allora ne ha visti di tutti i colori, soprattutto con la popolarità dei titoli indie di questo millennio. La componente roguelite di Rogue Legacy, il mondo vivo di Ori and the Blind Forest, l'esplorazione di Hollow Knight, gli enigmi di The Swapper e così via; chi per anni ha atteso Bloodstained: Ritual of the Night voleva sicuramente un Castlevania classico, ma è un peccato che Koji Igarashi e i suoi si siano accontentati di copiare quasi alla pari gameplay, look, level design, storia e feeling di quei classici, senza portare praticamente una sola idea nuova degna di nota e ignorando i miglioramenti apportati alla formula da altri sviluppatori. Grafica e memory card a parte, in effetti, sembra di giocare ancora sulla prima PlayStation, nel bene e nel male.

Realizzazione tecnica ballerina

- Non darò colpe al team di sviluppo per non essere riuscito a giocarsela con gli standard tecnici delle produzioni tripla-A con un budget da titolo indie, ma gli sviluppatori hanno optato per una discreta grafica tridimensionale a scorrimento laterale che non è esente da qualche rallentamento sporadico. Cali di framerate, qualche hitbox strana, alcune aree del gioco un pochino "buggate" con la possibilità di incastrarsi dentro oggetti o finire addirittura fuori dal livello, il tutto condito da dei caricamenti sorprendentemente lunghi. Quando tutti gli elementi si allineano, Bloodstained: Ritual of the Night offre scenari affascinanti e tanta cura per i dettagli, ma qualche frustrazione c'è.

Colpi su colpi su colpi

- Come già detto, il sistema di combattimento di Bloodstained: Ritual of the Night è molto tattico e soddisfacente, ma non è esente da difetti. A parte alcuni problemi di hitbox che mi hanno causato qualche morte improbabile di troppo, il problema principale del titolo è secondo me la quantità esagerata di vita che hanno certi nemici, soprattutto i boss. Anche questo sicuramente è figlio di un design vecchio stile, ma una volta scoperta la tattica giusta per occuparsi di un nemico non dovrebbero servire 10-15 mosse identiche per eliminarli, poiché l'esperienza dopo un po' diventa un po' noiosa. Se lo può diventare persino in un gioco in prima persona come Borderlands, dove si spara a barre di vita eterne, questo è a maggior ragione un problema in un titolo 2D che visivamente risulta meno coinvolgente, soprattutto quando quasi tutti i nemici si rigenerano ritornando in una stanza già esplorata. Anche nella maggior parte dei combattimenti boss la difficoltà vera non è quella di capire i pattern o schivare i colpi nemici, ma riuscire ad eseguire questi balletti per tanti minuti, colpendo i nostri avversari una quantità quasi surreale di volte prima che questi ci rimettano la pelle. Prima ho detto che la difficoltà del gioco è personalizzabile per offrire un'esperienza fattibile per quasi tutti, ma questi nemici che fanno da spugna ai colpi dei giocatori possono rendere la vita un inferno ai giocatori alle prime armi, anche perché i colpi che il protagonista può subire senza morire non sono così tanti.

Tiriamo le somme

Bloodstained: Ritual of the Night è di fatto un nuovo Castlevania a scorrimento laterale in tutto e per tutto tranne che per il nome, e grafica a parte sembra a tutti gli effetti un sequel dei migliori capitoli della saga, usciti negli ormai lontani anni '90. Non avrà innovazioni di rilievo, idee originali uno stile particolarmente riconoscibile né tantomeno un lato tecnico particolarmente impressionante, ma non fatevi trarre in inganno da un look a tratti relativamente anonimo: il sequel spirituale della serie Castlevania riesce a riprodurre fedelmente ciò che ha reso la saga così apprezzata e amata, offrendo peraltro uno degli esponenti del genere più vasti e completi sul mercato con una giocabilità di primo livello, una profondità impressionante, tantissime modalità extra, numerosi scenari affascinanti e tanta cura per i dettagli in un mondo nuovo di zecca. Sicuramente molti preferiranno le novità e i tocchi stilistici di titoli come Hollow Knight o Ori and the Blind Forest, ma chi è alla ricerca un metroidvania "old school" eccezionale, con Bloodstained: Ritual of the Night difficilmente rimarrà deluso.
8.0

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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