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NHL 20

Recensione - NHL 20

Siamo ormai in autunno, le foglie cadono, le piogge arrivano, il freddino pure e allora cosa c’è di più indicato se non il ritorno degli sport dal tocco invernale? Con NHL 20 EA Vancouver ci propone la nuova edizione di uno dei suoi franchise di più lungo corso: andiamo a leggere cosa bolle di nuovo nel pentolone dei nostri amici canadesi.

Il Gioco

Come per altri sport, in coda al periodo estivo è tempo per iniziare anche la nuova stagione ufficiale NHL; EA Sports ci propone quindi la sua edizione aggiornata di una delle serie che hanno dato maggiori soddisfazioni alla nota software house, con un’edizione che ha avuto un prologo un po' travagliato, soprattutto in seguito alla diffusione di alcuni trailer di gioco (risalenti al periodo estivo) che non la mostravano propriamente in gran forma. Fortunatamente, come vedremo più avanti, non c’era motivo di preoccuparsi e, se EA ha voluto bluffare, direi che c’è riuscita appieno visto che NHL 20 contiene tutta una serie di piccoli miglioramenti che impattano in maniera decisamente positiva sul gioco.

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Appena lanciato il gioco, questo si presenta con l’aspetto ormai familiare di tutti i titoli della serie sportiva di EA, con il suo “album” da sfogliare e la possibilità di intraprendere in diversi modi l’avventura nel mondo della NHL. Come sempre la modalità principale in single player è rappresentata dalla Franchigia, ossia dalla possibilità di prendere le redini di una delle squadre presenti nel gioco e gestirne i progressi sia a livello manageriale che più direttamente sul terreno di gioco; potrete personalizzare la vostra stagione decidendo la difficoltà di gioco, il numero delle partite da giocare nella stagione regolare, il settaggio dei play-off e così via. Nel caso in cui non abbiate voglia di perdere tempo con salary cap, ingaggi, finanze e sponsor, avrete altre due possibilità: la Partita Singola, immediata (inutile fornire ulteriori spiegazioni) oppure la Stagione, simile alla modalità Franchise ma senza doversi occupare della routine gestionale.

MP Video - NHL 20

Altre modalità riprendono quanto già iniziato con NHL 19: parliamo del gioco 1vs1 o 3vs3, del Mondo di Chel e, soprattutto, di Ultimate Team con le sue sfide offline e online. A proposito di Mondo di Chel ed Ultimate Team, anche qui abbiamo alcune novità che spiccano tra le note positive di NHL 20. Un cenno a parte vorrei dedicarlo alla nuova modalità “Eliminatore”, integrata sia nell’ 1vs1 che nel 3vs3, che prende spunto dalla Battle Royale: nella versione ONES (1vs1) 81 giocatori vengono messi uno contro l’altro in un torneo di sopravvivenza lungo un percorso predefinito che incoronerà l’unico superstite. Nella versione THREES i giocatori possono fare squadra con gli amici e lottare per la vetta della classifica con altri team in rete, o anche in multiplayer locale. Chiude il ventaglio delle opportunità di gioco la modalità “Be a Pro” nella quale potete creare il vostro giocatore da zero e lanciarlo nel mondo della NHL sia in modalità single player che online. Il mondo online del gioco si mantiene fedele al passato ma integra, in versione multiplayer, diverse novità che discuteremo più in basso. Le sfide online godono di un net-code perfetto e di un altrettanto ottimale sistema di matchmaking, ma scordatevi di trovare facilmente un avversario italiano.

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A questo punto scendiamo in pista e vediamo come si comporta NHL 20. Partiamo subito col dire che l’impatto è ottimo a partire dal gioco di luci che ci accoglie al nostro ingresso in campo. Un elemento di novità che balza subito agli occhi è rappresentato dalle riprese di gioco e dalla fluidità del gioco stesso. Tutto, dagli slapshot ai one-timer, beneficia di una sensazione più reattiva: c’è una maggiore attenzione al miglioramento della fluidità su tutta la linea, con aspetti come il pattinaggio e i pickup a dischi che beneficiano di una maggiore scorrevolezza, con il conseguente potenziale per alcuni giochi offensivi seriamente ambiziosi. Questi miglioramenti sono ancora più evidenti quando vengono coinvolte le migliori star della NHL. Atleti del calibro di Auston Matthews di Toronto sono coerenti nel tirare colpi affilati con incredibile precisione, mentre Alex Ovechkin può sparare schiaffi in piena espansione cadendo su un ginocchio. Diverse animazioni di tiro uniche sono sparse nel gioco, contribuendo a fornire ai giocatori chiave un vero senso di individualità e rendendoli più divertenti da usare nel complesso. Anche i portieri ricevono un aggiornamento quest’anno, anche se rimangono inclini allo strano errore. Sembra che non riusciremo mai a evitare deviazioni lente e ripetute e obiettivi imbarazzanti, ma l’intelligenza artificiale almeno trova altri modi per combatterli questa volta. Ciò è in gran parte dovuto a centinaia di nuove animazioni, inclusi nuovi metodi di copertura del disco, insieme a migliori reazioni ai rimbalzi. C’è ancora molto lavoro da fare, ma si tratta di miglioramenti decisivi.

Nel momento in cui l’hype di gioco è al massimo (come, ad esempio, avviene in un momento cruciale dell’ultimo quarto di gioco), NHL 20 si riempie di autenticità. Veniamo spinti a utilizzare un gioco intelligente e creativo per aggredire gli spazi, grazie anche ai nuovi strumenti offensivi a nostra disposizione. Le modifiche al bilanciamento della mazza e del controllo del corpo ci costringono ad applicare una difesa più realistica in cui il posizionamento ha la precedenza, mentre la capacità di tagliare le corsie di tiro si rivela più importante che mai. Molto buona la gestione dei colpi al volo e di quelli rovesciati, e si nota un certo miglioramento anche negli shoot-out e nelle rimesse in gioco. I colpi migliori vengono evidenziati da replay particolarmente spettacolari, con super slow-motion in grado di far salire a mille il livello di adrenalina.

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I comandi di gioco sono sempre i soliti, da quelli ultrasofisticati (con i soli stick analogici) a quelli semplificati a 2 tasti, passando per i comandi misti (preferiti dal sottoscritto) che impiegano l’analogico sinistro per il movimento del giocatore ed i tasti colorati per tiro, passaggio e cambio giocatore in difesa. Infine come da tradizione per la serie segnaliamo l'assenza di localizzazione italiana, con testi e parlato esclusivamente in lingua inglese, a meno che non preferiate lo svedese o il finlandese.

Amore

Una Franchigia dalle uova d’oro

- Quella denominata “Franchise”, oltre a rappresentare la modalità principale del gioco, è quella che brilla per le maggiori novità, sia in termini gestionali, sia in termini di giocabilità. Oltre ad una profonda revisione del sistema di scouting, si assiste ad un netto cambiamento nella gestione delle proprie linee di giocatori con l’introduzione della Line Chemistry. Questa deriva dall’introduzione degli allenatori, che verranno generati automaticamente all’inizio della nostra Carriera. I coach avranno una loro filosofia di gioco, e questa andrà quindi ad influenzare l’efficacia dei giocatori, a seconda dell’affinità che questi avranno con i dettami dell’allenatore. Tutto questo andrà ad influenzare la la Line Chemistry, che possiamo definire come una variante del sistema di Intesa di FUT; sarà, dunque, fondamentale, creare delle linee di giocatori più affini possibile tra loro. Gli allenatori saranno anche fondamentali nell’allenamento, influenzando i giocatori, ma anche lo staff tecnico lo è. Se lo staff è in armonia, allora i benefici sul ghiaccio saranno maggiori.

Bravi boy scout

- Come accennato, il sistema di scouting è stato ulteriormente migliorato rispetto al passato e, nel momento in cui si deciderà di visionare un giocatore, lo scout andrà a valutare anche lo Scheme Fit, vale a dire la compatibilità di un determinato pattinatore con una linea. Questo sistema andrà ad influenzare la vostra scelta negli acquisti: magari un giocatore di valore più basso vi potrebbe essere più utile per rinforzare una linea rispetto ad un giocatore più forte, se ha un’affinità maggiore. In poche parole, il parametro fondamentale non è esclusivamente rappresentato dall’overall del giocatore, bensì dalla sua capacità di integrarsi con il resto della squadra.

Un gameplay da applausi

- La serie è sempre stata piuttosto famosa per il suo fantastico gameplay. Con NHL 20 si migliora ulteriormente grazie anche alla nuova tecnologia Real Player Motion che prevede la fusione di diverse animazioni. Grazie a questo sistema, i giocatori eseguono tiri, passaggi e pick-up alla massima velocità di pattinaggio possibile creando un gioco molto più fluido e fedele alla realtà. Il sistema Signature Shots replica alla grande lo stile di gioco e di tiro dei più grandi fuoriclasse come Auston Matthews ed Alex Ovechkin.

Tanti modi di giocare

- Ho già accennato alle tante novità in tema di modalità di gioco; innanzitutto abbiamo l’integrazione della Squad Battles nella modalità FUT e, come avviene in FIFA, più partite vengono disputate in settimana, maggiori saranno le ricompense ottenute, in termini di crediti e pacchetti di figurine virtuali. Poi abbiamo il Mondo di Chel che si amplia con le CHEL Challenges, eventi di gioco a cadenza settimanale grazie ai quali sbloccare elementi di personalizzazione del proprio giocatore creato in “Be a Pro”. Infine NHL ONES con la possibilità di giocare dei mitici incontri 1 vs 1 con le grandi stelle NHL.

Una bella presentazione

- Innanzitutto, dimenticatevi la vecchia presentazione in stile NBC che è stata sostituita da qualcosa di più generico ma più piacevole visivamente, con un nuovo tabellone colorato dinamico che conferisce una gran bella sensazione di freschezza. Ottimi i nuovi commentatori e le scene di intermezzo, meno spettacolari rispetto al passato ma più funzionali. Belle le arene di gioco ed ottimi anche gli effetti sonori; anche da questo punto di vista, davvero un gran bel lavoro.

Odio

Il nostro “Pro” non decolla

- Se proprio vogliamo trovare un lato negativo di NHL 20, questo va ricercato nella modalità di costruzione del nostro alter ego digitale. Non si sono fatti passi in avanti in merito alle opzioni di personalizzazione, e il nostro giocatore continua a sembrare frustrato nel suo percorso di crescita. Non si riesce spesso a capire dove il gioco voglia portarci, e anche le sfide da affrontare e gli obiettivi da raggiungere non sono sempre così lineari. Davvero un peccato.

Tiriamo le somme

NHL 20 continua il percorso di rinascita inaugurato dall'edizione dello scorso anno, con evidenti miglioramenti in termini di offerta di gioco e, soprattutto, di gameplay. Il mondo NHL viene rappresentato in maniera estremamente realistica sia dal punto di vista della presentazione degli eventi sia, soprattutto, da quello della realizzazione tecnica. Quello che colpisce di più è la fluidità di gioco che ci fa sembrare di essere davvero presenti sul ghiaccio a scambiarci “mazzate” con i nostri avversari virtuali. L’ampio ventaglio di modalità di gioco, soprattutto quelle alternative ed online, ci permette di trascorrere ore incollati allo schermo. Complimenti ad EA Sports per aver confezionato un prodotto di primissima classe, anche se rimane ancora per molti ma non per tutti.
9.0

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L'autore

Da sempre grande amante di tutti gli sport, ha trasferito questa passione nel mondo dei videogiochi non disdegnando però anche gli altri generi. Ama il nostro calcio quanto sport come il football e l'hockey, ma è sempre pronto a blastare qualche alieno quando ce n'è il bisogno!

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