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Civilization VI
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Recensione - Civilization VIPS4Game

A tre anni dal lancio su PC arriva finalmente anche su console Civilization VI, il gestionale/simulativo di Firaxis che ci permette di plasmare il destino dell’umanità, creando la nostra civilizzazione a suon di guerre, gestione economica e progressi scientifici. Scopriamolo insieme!

Il Gioco

Basta il nome del titolo, Civilization, per farci tornare indietro nel tempo quando trascorrevamo le nostre ore (almeno noi malati di giochi strategici) con il capolavoro di quel genio che risponde al nome di Sid Meier e con quei visionari sviluppatori della ormai defunta Microprose. Il tempo è passato, lo sviluppatore anche (ora è Firaxis), ma il genio di Sid Meier non è fortunatamente cambiato e la sesta incarnazione del gioco strategico/gestionale più imitato di sempre è di nuovo sulle nostre console dopo essere passato dalla più classica versione PC e, con una versione ibrida, anche su Nintendo Switch. Probabilmente sono davvero in pochi quelli che non sappiano cos'è Civilization, un classico gestionale delle cosiddette “quattro X” : eXplore, eXpand, eXploit, eXterminate. Questo acronimo riflette le attività fondamentali che si compiono nel titolo Firaxis: esplorare, espandersi, sfruttare il territorio e sterminare gli avversari.

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In Civilization VI, come nelle vecchie edizioni, prendiamo il comando di una civiltà a nostra scelta e possiamo deciderne il destino grazie alle nostre scelte che saranno figlie degli obiettivi che ci poniamo o che il gioco ci impone di raggiungere. Sta a noi decidere che tipo di capo supremo essere; possiamo decidere di affidare sempre e comunque la parola alle armi, oppure affrontare i nostri avversari sul piano della politica e della diplomazia, del commercio o ancora sulla base di un determinato orientamento religioso. Per riuscire in tutto questo ci muoviamo su una mappa di gioco basata sulle famose caselle esagonali, costruendo nuovi edifici e pianificando le nostre azioni grazie anche ad una delle novità di questo capitolo: i "distretti specializzati", che cambiano radicalmente l’approccio allo sviluppo delle nostre città. Questi nuovi distretti sono delle vere e proprie entità "fisiche" che occupano una casella della mappa entro il "raggio amministrativo" delle città. Se ne possono trovare una dozzina, ciascuno con la propria funzione: si parte da quelli delegati allo sviluppo industriale, culturale e militare a cui si aggiungono quelli logistici, come il porto, l'aeroporto e lo spazioporto. I distretti rappresentano la condizione necessaria affinché l'insediamento possa generare le diverse risorse locali (cibo e produzione/manodopera) e "nazionali" (cultura, fede e oro). La presenza dei distretti e la distribuzione degli edifici diventa complementare all’altra novità presente per la crescita delle città: l'aumento degli abitanti è legato non solo alla presenza di surplus nella produzione di cibo, ma anche alla presenza di sufficienti "spazi abitativi" e "attrattive". Queste ultime contribuiscono anche a determinare il punteggio di Felicità, che torna ad essere diviso per le singole città e non più un parametro collettivo del nostro impero.

MP Video - Civilization VI

Un interessante elemento di novità di Civilization VI riguarda il sistema civico, ossia l'insieme delle politiche che definiscono il comportamento di una civiltà. E’ stata accantonata la meccanica delle Politiche Sociali del predecessore ed è stato introdotto un sistema basato sullo sblocco delle "tecnologie civiche" in un albero tecnologico dedicato, che include unità e strutture particolari, nuove forme di Governo e "carte Politica" da associare alle relative forme di Governo. Quest'ultime, divise nei tre periodi storici che hanno influenzato lo sviluppo civile dell'umanità, vantano ognuna un bonus particolare e un numero di slot per "carte Politica", a sua volta distribuito fra le quattro categorie Militare, Diplomatica, Economica e Jolly, quest'ultima capace di accogliere qualsiasi tipo di carta. Ovviamente i Governi totalitari come Monarchia e Fascismo includono una maggior parte di slot Militari, mentre la Democrazia si basa maggiormente su sviluppo economico e diplomazia.

Anche i Grandi Personaggi storici hanno subito una modifica sostanziale, sia per quanto concerne il modo in cui ottenerli, sia in merito alla loro implementazione. Ogni Grande Personaggio è dotato di abilità particolari, come bonus passivi solo per determinati tipi di unità, abilità speciali impiegabili una sola volta durante il gioco ed, infine, "Ispirazioni" (Eureka! nella versione in lingua Inglese) per determinate ricerche tecnologiche. Rispetto alla precedente edizione, la ricerca scientifica è forse l’aspetto che ha subito meno modifiche. La presenza del consueto albero ramificato rappresenta un elemento di continuità, e l’unica aggiunta è rappresentata dalla meccanica dell’Ispirazione che consente di mettere il “turbo” a determinate ricerche. E’ stata, invece, modificata la gestione delle singole Unità; è tornata la possibilità di impilare le unità combattenti, sia terrestri che marittime, ma solo per elementi dello stesso tipo ed in numero massimo di tre con una potenza bellica che non corrisponde alla sommatoria dei singoli punteggi. Inoltre, alle armate è possibile unire le unità di supporto (arieti, torri d'assedio, mitragliatrici antiaeree, medici e genieri) e quelle "civili", che includono lavoratori, coloni, predicatori vari e i Grandi Personaggi.

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E veniamo all’altro punto forte della serie, la Diplomazia: Civilization VI propone un sistema d'interazione che ci fa fare un salto nel passato, alle vecchie edizioni di Civilization. E’ stata scartata l’opzione di vittoria diplomatica, e tutto il meccanismo diplomatico si basa sul rapporto tra i Leader che, se controllati dall’IA, seguono un percorso preimpostato su comportamenti che vanno ad influenzare lo stile delle loro Civiltà. Insieme a questa, che potremmo definire come un programma di base proprio del Leader, esiste un secondo programma casuale e nascosto che va scoperto dal giocatore gestendo e migliorando i rapporti con i Leader, attraverso i metodi ben conosciuti (invio di delegati e mercanti, scambi commerciali, trattati di apertura dei confini e collaborazioni commerciali e, ovviamente, inviando spie).

Per ciò che concerne il comparto grafico di questa conversione 1:1 c'è ben poco di cui possiamo lamentarci. Civilization VI si mostra in tutta la sua bellezza ancora una volta, senza dare grossi problemi sotto il profilo della fluidità e della risoluzione. I testi - sempre preponderanti - rimangono leggibili e chiari, anche su schermi di medie dimensioni.
Le stesse animazioni delle unità combattenti sono state migliorate soprattutto negli scontri corpo a corpo, e i diversi leader delle civiltà sono rappresentati con uno stile molto particolare: vere e proprie caricature basate sulla documentazione storica disponibile e, nel caso dei personaggi post-Rinascimentali, di quella visiva e fotografica. Se Federico Barbarossa, ad esempio, è rappresentato come un omone in armatura, dal volto vagamente somigliante al busto dorato custodito nell'Abbazia di Cappenberg, il mento sfuggente di Caterina de' Medici è pressoché identico a quello dei ritratti che si trovano sparsi nei diversi musei del nostro continente. I leader moderni come Roosevelt e Gandhi, inoltre, sono ancora più caricaturali, con l'aspetto austero del primo e le esagerate dimensioni di naso e orecchie del secondo.

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Sebbene Civilization VI possa apparire alquanto intuitivo da punto di vista dell’interfaccia e dell’esperienza ludica, rimane comunque un complesso gioco di strategia e, di conseguenza, non risulta di facilissima assimilazione: Tempo e costanza sono fondamentali per riuscire ad apprendere e padroneggiare l’enorme mole di informazioni a cui bisogna prestare attenzione: dalle caratteristiche proprie di ogni civiltà agli eventi ambientali e così via. Una volta superato lo scoglio iniziale, l'opera diviene parecchio assuefacente ed è in grado di regalarci un'esperienza di gioco single player praticamente infinita. Se poi ci aggiungiamo anche la presenza del multiplayer, non dobbiamo più preoccuparci di nulla per i secoli a venire anche perché qui ritroviamo tutta l’opera presente su PC senza perdere nemmeno una virgola dell’esperienza originale. Il comparto multigiocatore permette di far battagliare online fino ad un massimo di 12 giocatori, che vengono gestiti con dei turni a rotazione (Hotseat). Per quanto mi è stato possibile provare, il sistema di matchmaking funziona in maniera adeguata ed il lag è praticamente assente per un’esperienza di gioco davvero estremamente fruibile anche sotto quest’aspetto.

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Il punto fondamentale diventa poi sempre lo stesso: la non facile gestione del genere strategico con il pad, ma come approfondiremo più in basso i ragazzi di Firaxis hanno fatto centro anche in questo caso, con un sistema sostanzialmente preciso e funzionale. Infine il tutto è ottimamente localizzato in italiano, e la lettura dei testi e dei dialoghi risulta essere assolutamente scorrevole ed intellegibile.

Amore

La potenza è nulla senza controllo

- Incredibile a dirsi, ma in Civilization VI la formula "gestionale strategico in tempo reale + controller" funziona alla grande: lo schema dei comandi messo a punto dai programmatori funziona davvero alla grande, anche grazie all’ausilio di shortcut e suggerimenti a schermo che aiutano il giocatore a muoversi tra le varie schermate, padroneggiando menu e sottomenu di gioco. Il grado di precisione nei movimenti e nella risposta ad essi non arriva ovviamente alla perfezione dell’accoppiata mouse e tastiera, ma vi assicuro che raramente il sistema di controllo vi lascia per strada. Molto ben implementata, inoltre, la funzione di scorrimento laterale con gli stick analogici ed i dorsali che ci servono per navigare all’interno dei menu.

Dividiamoci in Distretti

- L’introduzione dei Distretti rappresenta una delle novità maggiormente apprezzabili del gioco, in quanto ha permesso di modificare radicalmente l’approccio alla dimensione dello sviluppo urbano che ora va ben al di là del limitarsi a costruire tutto all’interno del centro delle città, ma ci consente anche di pianificare le costruzioni extra-urbane. Costruire una città richiede una progettualità che va ben oltre quanto già visto in passato, a partire dalla scelta del tipo di terreno (ad esempio, gli esagoni vicini alle sorgenti d'acqua dolce permettono di godere di un bonus abitativo immediato). Inoltre, con l’introduzione dei Distretti e la loro distribuzione, bisogna prestare grande attenzione alle risorse; alcune di esse, infatti, sono fisse (vedi quelle strategiche oppure quelle di lusso), altre, definite “bonus”, possono essere utili per potenziare la produzione di una certa risorsa, ma anche rimosse per far posto, ad esempio, ad un distretto o una meraviglia.

Grande varietà

- Il gioco ci permette di assumere il comando di ben 18 civiltà: al fianco dei classici americani, arabi, brasiliani, cinesi, inglesi, francesi, tedeschi, greci, indiani giapponesi, romani, russi e spagnoli, il nuovo capitolo introduce civiltà meno usuali ma dalla grande tradizione come egizi, congolesi, norvegesi, sumeri e aztechi. Bella anche l’idea di avere due leader greci come Pericle di atene e Gorgo, regina di Sparta. Inoltre, per rendere più funzionale la scelta di un capo, esistono le abilità dei Leader che consistono in bonus passivi che si aggiungono a quelli di base di ogni civiltà. Nell’ambito di queste abilità abbiamo unità e strutture esclusive come i legionari romani, i samurai giapponesi e gli ziggurat sumeri.

Si “espande” bene

- Il gioco include due interessantissime espansioni che aggiungono ulteriori ore di gioco ad un prodotto che già, di base, fa della longevità il suo punto di maggiore attrattiva. La prima di queste, Gathering Storm, include il Congresso Mondiale ed i disastri ambientali. La seconda, Rise and Fall, introduce, invece, età, lealtà, i Governatori e le Emergenze per un totale di sedici nuove civiltà e diciotto leader. A pagamento, inoltre, si possono aggiungere anche altri 2 pack: il "Khmer e Indonesia Scenario Pack" ed il "Nubia Scenario Pack” per una varietà che aumenta a dismisura.

Un sonoro da Oscar

- Bellissimo l’accompagnamento musicale di Civilization VI, con una colonna sonora “dinamica” e perfettamente allineata con l’andamento di gioco. I temi delle 19 civiltà giocabili sono divisi in quattro melodie di crescente complessità, che contraddistinguono il progresso del popolo da un'era all'altra. Le poche note dei tempi antichi, suonate con strumenti rudimentali, evolvono con il passare delle epoche in canzoni moderne, fino a diventare vere e proprie opere orchestrali e la presenza della maestosa “Sogno di Volare”, fa da degno sfondo ad un’opera videoludica già di per sé estremamente ambiziosa.

Odio

Qualche problema nei comandi

- Mi è capitato che alcuni comandi, soprattutto in caso di turni multipli, non venissero ben “letti” dall’interfaccia di gioco e talune volte può capitare che una certa struttura, appena costruita, appaia in maniera poco definita. Più di rado è capitato che alcuni ordini di natura diplomatica non siano stati eseguiti in maniera corretta ma, per fortuna, questa è stata un’esperienza davvero molto rara.

Nessuna distruzione definitiva

- Non è possibile radere al suolo gli insediamenti appena conquistati; sarebbe stato bello avere la possibilità di distruggere completamente le città nemiche una volta conquistate, dopo averne depredato le risorse e smontato i distretti.

Tiriamo le somme

A tre anni dalla versione originale di Civilization VI si può tranquillamente affermare che praticamente nulla è andato perso nel passaggio su console casalinga, anzi ci abbiamo guadagnato in termini di espansione del mondo di gioco anche se rimangono tutti i pro e contro di un titolo del genere. Possiamo, però, tranquillamente affermare che un Civilization di questa portata non è roba da tutti i giorni, soprattutto in ambito console, ed è un prodotto altamente consigliato sia ai vecchi utenti che ai neofiti che abbiano voglia di approcciare quello che possiamo definire il padre dei simulatori di storia dell’umanità. Un sistema di controllo ben calibrato, un aspetto grafico accattivante ed una longevità sostanzialmente infinita fanno di Civilization VI un piccolo capolavoro.
8.5

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L'autore

Da sempre grande amante di tutti gli sport, ha trasferito questa passione nel mondo dei videogiochi non disdegnando però anche gli altri generi. Ama il nostro calcio quanto sport come il football e l'hockey, ma è sempre pronto a blastare qualche alieno quando ce n'è il bisogno!

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