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Super Street: The Game

Recensione - Super Street: The Game

Sulle nostre console i giochi di guida non mancano di certo, ma questo non ha fatto scoraggiare gli olandesi Team6 che con il loro Super Street: The Game ci propongono uno street racer dove il tuning e le sportellate la fanno da padroni. Scopriamolo insieme.

Il Gioco

I ragazzi di Team6, software house di Assen (città ben nota agli amanti della velocità), hanno lavorato in passato a tanti giochi di guida anche se non sempre riuscitissimi; stavolta hanno deciso di puntare su un marchio noto agli amanti del tuning, quello della rivista americana Super Street, per farci rivivere quel sapore di cromatura e scarichi truccati che non sentivamo dai tempi di Need For Speed Underground, Midnight Club e Juiced. E scendendo nelle piste di Super Street: The Game è in effetti difficile non sentire una certa nostalgia ritrovando gli elementi di design tipici dei giochi di guida di un tempo, spesso realizzati anche con budget ridotti: una grafica con asset non impressionanti ma che si difende decentemente, con il motion blur che copre alcuni problemi quando si corre veloci; piste classiche e lineari tra città, deserti, foreste, solitamente in gare da pochi giri; poche vetture controllate dall'IA a popolare le gare, ma tantissime sportellate e incidenti; colonna sonora piacevole ma molto anonima; modello di guida arcade molto leggero con macchine piuttosto scattanti e facili da ribaltare. Insomma, chi ha passato tante ore su giochi alla Crash Time sa già di cosa parlo: il modello b-movie dei giochi di guida. Si vede comunque che i ragazzi di Team6 si sono fatti le ossa su giochi distruttivi come il port per Wii di FlatOut o i più recenti Monster Jam, perché c'è anche un modello di distruzione molto curato. Le macchine si accattorcciano in maniera molto dettagliata, forse anche troppo visto che la carrozzeria sembra fatta di cartapesta, e si sente davvero il peso dei veicoli quando si fa un incidente, con tanto di coni, paletti, scatole a popolare i livelli fornendo ulteriori ostacoli.

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Ostacoli che, però, sono anche un elemento strategico, perché come in FlatOut colpirli offre nitro al giocatore, che dona un boost di velocità enorme, quasi indispensabile per non farsi superare da qualcuno a ogni rettilineo. E' anche naturalmente possibile schiantarsi e disfare la macchina, ma si viene rimessi in zona dopo pochi secondi perdendo quindi poco tempo in caso di errore. Tutti gli eventi del gioco si svolgono all'interno di percorsi ricavati all'interno di macro-aree di città, deserto e foresta, capita quindi di attraversare le stesse zone tra una pista e l'altra come avveniva per esempio nei buoni vecchi Need For Speed Underground, una delle saghe che probabilmente ha ispirato maggiormente Super Street: The Game. Gli eventi poi si dividono in diverse categorie: gare classiche o ad eliminazione contro l'IA, prove a tempo, ma anche eventi dove trovare i checkpoint nelle già citate aree che per quest'occasione diventano open world e interamente esplorabili. Certo, nulla a che vedere col dettaglio o la scala di Forza Horizon, ma fa piacere poter girare senza confini nelle diverse zone, anche per poter provare al meglio traiettorie e scorciatoie, soprattutto nella città dove tra stradine, marciapiedi e ponti è un attimo tagliare centinaia di metri di percorso e saltare tutti gli avversari.

MP Video - Super Street: The Game

L'IA è abbastanza competitiva e prona agli scontri; non si fa infatti alcuno scrupolo a spalmare il giocatore al muro facendogli perdere la gara, perciò la cautela è importante. Ogni evento offre diverse ricompense ai primi tre posti, sia economici che di sblocco di eventi ulteriori, che permettono quindi al giocatore di partecipare a nuove gare con una macchina sempre più forte grazie al tuning.

Ed è proprio il tuning uno degli elementi chiave di Super Street: The Game, che presenta di centinaia di elementi su licenza tra cui scegliere. Pneumatici, freni, fari, barre antirollio: sia a livello estetico che di performance il nostro bolide è trasformabile da cima in fondo, ed è naturalmente possibile anche applicare elementi estetici come spoiler o riverniciature per sfoggiare il nostro stile.

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La modalità Campagna è suddivisa in 12 serie da 5 eventi ciascuno, per un ricco totale di 60 gare da affrontare, anche se il tutto è completabile in 5-6 ore per chi ha familiarità con questo tipo di racer arcade. Dopo circa metà degli eventi è già possibile avere la macchina potenziata al 100%, facilitando non poco alcune gare dove invece l'IA sembra avere macchine meno performanti. Il gioco non finisce qui comunque, perché c'è ovviamente anche la possibilità di fare gare veloci. E' presente anche una feature fin troppo rara oggigiorno: lo split screen, che ci permette di giocare con un amico in locale per sfidarci in tutte le modalità del titolo. C'è anche un multiplayer online che supporta fino a 4 giocatori contemporaneamente, ma come spesso accade con giochi così di nicchia, già a pochi giorni dall'uscita i server sono praticamente deserti e non si riesce infatti a trovare partite quasi mai se non nelle ore di punta, e a volte nemmeno in quel caso. Infine, Super Street: The Game è interamente tradotto in italiano, anche se di fatto dialoghi o filmati non ce ne sono, quindi si limita ai soli testi dell'HUD e dei menu.

Amore

Un racer d'altri tempi

- Come il recente FlatOut 4: Total Insanity, anche Super Street: The Game sembra essere una capsula del tempo che ci porta a un periodo in cui i giochi di guida erano sicuramente più limitati e lineari, ma anche molto spassosi. Niente open world immersivi, nessuna funzionalità social, ancor meno grafiche e modelli di guida che ricalcano più fedelmente possibile la realtà. Tante sportellate, un modello di distruzione esagerato e spettacolare, pochissimo contorno audiovisivo alle attività di gara. Insomma, conta solo schiacciare il pedale a tavoletta e non farsi problemi a speronare qualcuno per vincere: la serietà la si lascia a giochi dal budget più alto e dall'hype stellare. E visto il budget sicuramente ridotto del titolo, non me la sento di criticare molto la grafica, che non è certo spettacolare ma fa il suo lavoro.

Da catorcio a re delle strade

- La prima macchina che si ha per le mani sembra uscita direttamente da una discarica: vecchia, sporca, lenta, poco maneggevole, per niente accattivante o performante. Ma quello è solo l'inizio dell'avventura, perché ben presto ci si ritrova a personalizzare e moddare ogni singolo aspetto della vettura. E' possibile intervenire su performance del motore e dei freni oppure mettere cerchioni nuovi e pneumatici scanalati, spoiler esagerati e paraurti da Fast & Furious, arrivando fino a bauli con tanto di stereo e subwoofer, volanti e sedili da competizione, neon sotto la macchina e tanto altro. Ben presto il vostro catorcio diventerà un veicolo che farà girare la testa a tutti in città, capace di vincere anche le gare più ardue. E con tantissime marche e prodotti su licenza, gli amanti del tuning troveranno pane per i propri denti con un sistema economico che permette ai giocatori di creare la macchina perfetta dopo poche ore di gioco, senza grind indecenti o attese interminabili.

Modalità variegate

- Super Street: The Game permette di cimentarsi in tante modalità differenti, sia che si affronti la corposa campagna, sia che si scelgano le gare veloci oppure quelle competitive split-screen a due giocatori o online a quattro giocatori. Possiamo scegliere tra gare classiche a più giri, altre dove la forma "ad otto" della pista porta a tanti incidenti e pericoli a ogni incroc, oppure gare ad eliminazione dove ogni 20 secondi viene eliminato l'ultimo classificato, sfide a tempo e così via. Insomma, nelle modalità di gioco la varietà non manca di certo.

Odio

Un modello di guida che parte male

- Dopo un'ora di gioco ero pronto a stroncare Super Street: The Game a causa di un modello di guida tremendo, dove la macchina gira a fatica, il freno è davvero inefficiente e dove non schiantarsi anche a velocità basse diventa una vera e propria impresa. Le prime gare sono, quindi, davvero frustranti e poco divertenti. Ma andando avanti col gioco ho notato che aggiornando freni, gomme, motore, software della macchina e così via la giocabilità è migliorata drasticamente. Si tratta comunque di una guida da racer budget alla Crash Time, sia chiaro, ma potenziando al meglio la macchina questa diventa molto più comoda e reattiva, aumentando così radicalmente anche il livello di divertimento del gioco. Davvero ingannevoli, in questo senso, le prime gare della campagna a causa di una macchina quasi inguidabile, e per quanto ciò che viene dopo non è certo a livello di un Ridge Racer o BurnOut, sa comunque essere piacevole quando tutto gira come dovrebbe. Anche se, comunque, il freno a mano e il sistema di derapate sono piuttosto deludenti indipendentemente dal settaggio della macchina.

Fisica imprevedibile

- Uno degli ostacoli al divertimento in Super Street: The Game sta nel motore fisico, che ricorda molto quei giochi di 10-15 anni fa che tentavano di inserire una fisica realistica su ogni oggetto del mondo del gioco con i dovuti limiti tecnici, generando spesso risultati spassosi di oggetti che volano via, si incastrano e così via. Qui una fisica imprevedibile ha una conseguenza enorme non tanto sullo scenario pieno di oggetti distruttibili, ma sulla guidabilità delle macchine che possono avere reazioni molto differenti ed imprevedibili. Ad esempio un frontale tra due macchine a volte le fa volare entrambe lontano ed a volte rimangono entrambe lì ferme dove si sono scontrate, mentre i dossi possono farci fare piccoli sobbalzi o anche salti di 300 metri. Non essendoci la possibilità di riavvolgere il tempo come avviene nei titoli più moderni, sfiorare uno scalino da 5 centimetri può quindi rovinare l'intera gara o non avere nessuna conseguenza, introducendo un elemento poco piacevole di casualità nel gioco.

Tuning gonfiato

- Poco prima ho lodato l'impressionante livello della personalizzazione delle macchine, con tante opzioni che vanno fino al tipo di subwoofer delle casse impiantate nel baule. Ci sono poi per l'appunto centinaia di parti di ricambio tra spoiler, cerchioni, pneumatici e iniettori tutti di marche esistenti, peccato solo che hanno tutte statistiche identiche tra loro. Non ho ben capito se si tratti di un bug nella visualizzazione dei valori, perché è difficile testare differenze minuscole di grip tra uno spoiler e l'altro, ma motore a parte, qualsiasi aggiornamento compriate di una determinata categoria, sembra che a livello di funzionamento e performance non faccia nessunissima differenza.

Divertimento altalenante

- Davvero sorprendente anche quanto il livello di spasso, immersione e sfida del titolo riesca a variare da un evento all'altro. Ci sono diverse cause a questo problema: una è che alcune modalità di gioco sono più curate e divertenti di altre, con le gare di ricerca dei checkpoint che risultano essere le meno divertenti e più frustranti. Ma anche l'IA ci mette del suo: in alcune gare sembra godere di livelli di grip e controllo macchina surreali, mentre in altre gira comodamente 5-10 secondi più lenta sul giro, in alcuni casi facendosi anche doppiare. E' praticamente impossibile dire se la prossima gara sarà divertente o meno, perché questo dipende da troppi fattori imprevedibili.

Tiriamo le somme

Super Street: The Game è a tutti gli effetti un gioco d'altri tempi, con un modello di guida appena sufficiente ma talvolta divertente che accompagna alcune belle trovate e diverse scelte di design difficilmente comprensibili, risultando in un titolo che nei momenti migliori è un racer acerbo ma godibile, mentre in quelli peggiori è un prodotto per niente al passo coi tempi e frustrante. Mi sento di dargli la sufficienza perché in fondo mi ha divertito per buona parte del tempo fino alla fine della campagna, ma il prezzo di lancio di 49,99 risulta decisamente esagerato. Ad una trentina d'Euro di meno potrebbe valere la pena provarlo.
6.0

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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